S&P Global PMI® manifatturiero italiano: stabilità operativa, domanda debole persiste

S&P Global PMI® manifatturiero italiano mostra stabilità operativa ma domanda debole persiste.

Le condizioni operative del settore manifatturiero italiano si sono stabilizzate a settembre, ma la domanda debole rimane un fattore limitante per le imprese. Secondo i dati del PMI® di S&P Global, il settore ha registrato un miglioramento marginale, con l’indice che si è attestato a 50.4, in aumento rispetto al valore di 49.6 registrato ad agosto. Questo rappresenta il settimo miglioramento negli ultimi otto mesi, segno di una certa ripresa, ma non di un recupero significativo. La debolezza della domanda, sia interna che estera, ha continuato a influenzare le decisioni delle aziende, portando a riduzioni di produzione e acquisto.

Stabilità operativa e pressioni sui costi

Le pressioni sulle catene di approvvigionamento si sono attenuate in parte, ma le imprese hanno registrato un incremento più marcato dell’inflazione dei costi. I prezzi di vendita sono aumentati a un ritmo più moderato, mentre il divario tra i due indici dei prezzi si è ampliato, poiché le aziende manifatturiere si sono mostrate meno aggressive nella definizione dei propri prezzi. L’incremento del tasso di inflazione del prezzo dei fattori produttivi ha raggiunto il livello più elevato osservato nel terzo trimestre, con un rapporto di 44% di aziende che hanno segnalato un aumento delle pressioni sui costi rispetto a quelle che ne hanno indicato una diminuzione.

Le aziende manifatturiere italiane temono che l’incertezza dei mercati possa costituire un ostacolo agli investimenti.

La crescita dell’occupazione è stata mantenuta, seppur in misura marginale, grazie alla positiva fiducia nelle prospettive future. Tuttavia, la riduzione moderata degli ordini in fase di lavorazione è stata la meno significativa da giugno, segno di una domanda che non si sta ancora rafforzando. Le scorte delle materie prime e dei semilavorati sono state ridotte in modo lieve, mentre quelle dei prodotti finiti sono aumentate in modo moderato, in seguito a una preferenza per livelli di magazzino più snelli.

Prospettive positive ma con incertezza

Le aziende manifatturiere italiane mantengono una visione positiva sull’andamento della produzione nei prossimi dodici mesi, con aspettative di produzione e assunzione di personale superiori alla media storica. Il livello di fiducia si conferma superiore alla media storica, riflettendo forti aspettative di vendite future, avvio di nuovi progetti e piani di sviluppo commerciale. Tuttavia, il contesto di incertezza persiste, in quanto il conflitto in Medio Oriente continua a esercitare pressioni sui costi e a generare interruzioni nelle catene di approvvigionamento.

Il settore manifatturiero italiano ha concluso il terzo trimestre su basi più stabili, ma la domanda debole rimane un fattore limitante.

Le imprese hanno segnalato problemi logistici e carenze di materie prime chiave, inclusi componenti elettronici, che hanno contribuito a un aumento dei tempi medi di consegna dei beni manifatturieri. Nonostante la riduzione dei volumi degli ordini ricevuti, le aziende hanno mantenuto una capacità sufficiente per evadere gli ordini arretrati. La riduzione della domanda di beni non è riuscita a eliminare le pressioni sulle catene di approvvigionamento e sui prezzi, con un calo degli acquisti dei beni simile a quello registrato ad agosto. Il commento di Eleanor Dennison, economista presso S&P Global Market Intelligence, ha sottolineato che il settore manifatturiero italiano mostra una certa stabilità, ma la debolezza della domanda rimane un fattore chiave da monitorare. L’incertezza geopolitica e le pressioni inflazionistiche continuano a influenzare le decisioni delle aziende, con un clima di attesa per un miglioramento significativo.