Occupazione in rallentamento, ma dinamismo per donne e costruzioni nel Mezzogiorno

Occupazione in Italia rallenta, ma cresce in Mezzogiorno e costruzioni. Dinamismo per donne e settori chiave.

Mercato del lavoro italiano mostra segni di rallentamento, con crescita in Mezzogiorno e costruzioni
Mercato del lavoro italiano mostra segni di rallentamento, con crescita in Mezzogiorno e costruzioni

L’occupazione in Italia mostra segni di rallentamento nel primo trimestre del 2026, con un incremento dello 0,2% rispetto al quarto trimestre del 2025. Il trend positivo, pur in calo rispetto al passato, si accompagna a una riduzione graduale della difficoltà nel reperimento del personale, sebbene il mismatch rimanga un problema significativo. Il quadro si presenta differenziato sul territorio, con dinamiche contrastanti tra regioni e settori.

Mezzogiorno e donne in crescita

Il Mezzogiorno emerge come una delle aree con maggiore dinamicità, dove la crescita dell’occupazione femminile supera quella maschile. Nel primo trimestre del 2026, il tasso di crescita delle donne occupate è pari al +1,5%, rispetto al +0,1% per gli uomini. Questo contribuisce a sostenere l’espansione complessiva del mercato del lavoro, con un incremento complessivo del +0,5% per le donne. In regioni come Sicilia, Campania e Puglia, il tasso di crescita supera il punto percentuale, segnando un progressivo ampliamento della partecipazione femminile al mercato del lavoro. La partecipazione femminile al mercato del lavoro si conferma un fattore chiave per sostenere la crescita. In diversi territori il ritmo di crescita dell’occupazione delle donne risulta inoltre superiore a quello osservato nel corso del 2025, confermando un progressivo ampliamento della partecipazione femminile al mercato del lavoro.

Costruzioni e servizi in movimento

Le costruzioni si confermano il comparto più dinamico, con un incremento dell’occupazione del 5,4% su base annua nel primo trimestre del 2026. L’incremento è diffuso in quasi tutte le principali regioni, segno di una forte domanda nel settore. Nei servizi, invece, il quadro rimane sostanzialmente stabile, con un aumento dell’occupazione del +0,1%. Tuttavia, all’interno del settore emergono differenze: commercio e turismo registrano un incremento dell’1,7%, mentre gli altri servizi mostrano una lieve contrazione del -0,5%. In Veneto, Campania e Toscana, i tassi di crescita superano il punto percentuale, confermando una diversificazione delle dinamiche regionali.

Il rallentamento della crescita si fa sentire soprattutto nelle aree a forte vocazione manifatturiera, dove la manifattura registra un calo degli occupati dell’1,9% su base annua. Il Centro limita le perdite (-0,3%), mentre il Nord Est mostra una flessione più marcata (-2,9%), e il Mezzogiorno arriva al -3,6%. Tra le regioni con un milione di occupati, Campania e Emilia-Romagna mantengono un trend positivo, con incrementi del +2,8% e del +1,1% rispettivamente.

Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro persiste, con oltre quattro assunzioni su dieci interessate. La criticità è più elevata in regioni come Valle d’Aosta (52,9%) e Lombardia (46,0%), ma si osserva un’attenuazione diffusa in quasi tutte le regioni. La disponibilità di competenze adeguate, il rafforzamento della partecipazione femminile e la valorizzazione del lavoro autonomo rappresentano leve decisive per sostenere la dinamica del mercato del lavoro e accompagnare l’economia verso una nuova fase di sviluppo.