Il Salone dorato del Museo Poldi Pezzoli torna visibile dopo cinquant’anni di nascosto
Il Salone dorato del Museo Poldi Pezzoli torna visibile dopo cinquant’anni di nascosto, grazie a un restauro finanziato dal World Monuments Fund.
Il Salone dorato del Museo Poldi Pezzoli di Milano, una delle stanze più iconiche e ricche di capolavori del museo, torna finalmente visibile dopo cinquant’anni di nascosto. Dopo un restauro di tre mesi, la sala, originariamente progettata da Gian Giacomo Poldi Pezzoli negli anni Settanta del XIX secolo, è stata restituita al pubblico in una veste completamente rinnovata. L’intervento, finanziato e promosso dal World Monuments Fund Italia, ha permesso di recuperare l’originale altezza e spazialità della stanza, riconsegnando al visitatore un’esperienza più autentica e completa.
Un progetto di restauro e riallestimento
Il Salone dorato, noto per il soffitto in legno dorato e per la ricchezza dei mobili e degli arazzi, era stato coperto nel 1974 da un controsoffitto a volte che ne aveva ridotto l’altezza di oltre un metro. Questo intervento, pur intenzionato a preservare la stanza, ne aveva nascosto la struttura originale e reso necessario lo spostamento di elementi come la gigantesca specchiera del Settecento veneziano e le tavolette rinascimentali. Dopo anni di studi e ricerche, il Museo Poldi Pezzoli e il World Monuments Fund hanno portato a termine un progetto che ha restituito alla città una versione “più autentica” del salone, con un’attenzione particolare alla sua storia e alle sue caratteristiche originali.
Il restauro ha riguardato non solo lo spazio, ma anche alcuni oggetti lì conservati, come la specchiera veneziana, che è stata rimessa a nuovo negli spazi del museo, sotto gli occhi dei visitatori e degli studiosi. L’intervento, che ha richiesto un anno e mezzo di lavoro, ha incluso una video-ispezione del controsoffitto nel gennaio 2025 per verificare la presenza dei materiali degli anni Cinquanta. Il progetto ha anche portato alla scoperta di dettagli raffinati, come l’uso di una lega metallica francese, progettata da Christofle, utilizzata nella serliana del Salone dorato.
Un’opera di conservazione e riconoscimento
Questo restauro rappresenta un’occasione per approfondire la raffinatezza e l’aggiornamento di Poldi Pezzoli, che aveva personalmente scelto i marmi e i migliori artigiani dell’epoca. Il ritorno del World Monuments Fund in Italia, dopo anni di assenza, segna un momento importante per la conservazione del patrimonio culturale. La sede aperta a Milano, con grande orgoglio di Fiorella Ballabio, direttrice di World Monuments Fund Italia, ha reso possibile questo intervento, che ha restituito al Salone dorato la sua originale spazialità e visibilità.
Il museo, con il suo impegno per la conservazione e la responsabilità verso la storia, si conferma come uno dei principali luoghi di cultura meneghini. Per celebrare questa nuova fase della storia del Salone dorato e del Museo Poldi Pezzoli, l’ingresso al museo sarà gratuito sabato 19 settembre dalle ore 10 alle ore 18. Dal 24 settembre, invece, ogni giovedì in pausa pranzo saranno organizzate visite guidate dedicate alla sala, alla sua storia e ai capolavori che conserva. La direttrice Alessandra Quarto ha spiegato che tutto si inserisce in un percorso di “consapevolezza della responsabilità che ogni istituzione culturale ha nei confronti della propria storia e delle generazioni future”.
Il Poldi Pezzoli, con apertura dell’Orangerie, riallestimenti mirati e restauro del Salone dorato, ha dato prova di essere estremamente consapevole e responsabile. Questo intervento non solo restituisce un pezzo di storia milanese, ma anche un simbolo di come la città possa guardare al futuro senza dimenticare il proprio passato.
