La Sardegna si trasforma in hub nautico internazionale
La Sardegna registra un incremento del 38% dei superyacht nel 2026, con un focus su infrastrutture e industria.

La Sardegna si conferma un hub internazionale per la presenza di superyacht, con un incremento del 38,1% a giugno, del 30,4% a luglio e del 25,4% ad agosto rispetto al 2024. I dati, presentati al Cannes Yachting Festival 2026, indicano una crescita del traffico nautico e una progressiva distribuzione del fenomeno oltre i tradizionali poli della Costa Smeralda. Sono stati rilevati 3.176 superyacht unici di lunghezza superiore ai 24 metri nel trimestre, un aumento del 9,97% rispetto al 2025 e del 27,29% rispetto al 2024.
Un fenomeno in crescita e diversificato
La presenza dei superyacht si concentra principalmente nella Costa Smeralda, con Cala di Volpe, Pevero e Porto Cervo tra i principali punti di stazionamento. Tuttavia, i dati mostrano una presenza crescente anche nel golfo di Arzachena, a Cannigione, nel golfo di Olbia e nell’area marina di Tavolara–San Teodoro. L’incremento è particolarmente significativo in aree che tradizionalmente avevano un peso inferiore, come Olbia e Tavolara, che registrano un aumento del 48,5% rispetto al 2024.
Il fenomeno resta fortemente legato alla Costa Smeralda, ma i dati indicano una presenza crescente anche in altre aree. La distribuzione del traffico nautico si espande, con un incremento del 38,1% a giugno, del 30,4% a luglio e del 25,4% ad agosto rispetto al 2024. La crescita del numero di superyacht rilevati nel trimestre conferma una domanda internazionale già consolidata.
Il peso del Made in Italy nella flotta
Analizzando 291 superyacht su 3.176, il Centro Studi ha confermato il ruolo della cantieristica italiana nel settore. Dei 291 yacht profilati, 106 sono stati costruiti in Italia, pari al 36,4% del campione. Tra i marchi italiani emergono Benetti, Perini Navi, Baglietto, Codecasa e Sanlorenzo, con un totale di 106 unità. La lunghezza media dei superyacht analizzati è di 61,7 metri, con una mediana di 57 metri. Il valore complessivo della flotta analizzata raggiunge almeno 19,2 miliardi di dollari, con una media di circa 66,8 milioni e una mediana di 30 milioni. Sono 56 gli yacht con un valore stimato superiore ai 100 milioni di dollari, che rappresentano il 19,4% delle unità valorizzate ma concentrano oltre 11,8 miliardi di dollari, più del 61% del valore complessivo.
Il 34% dei superyacht analizzati misura tra 60 e 89 metri, con un’altra percentuale che supera i 90 metri. L’88% degli yacht misura almeno 40 metri, e 34 unità superano i 90 metri, comprese nove gigayacht di almeno 120 metri. Questi numeri confermano la natura del mercato osservato e la sua portata economica. La crescita del traffico nautico non è solo un fenomeno turistico, ma un indicatore di potenziale industriale. Il Centro Studi ha analizzato i settori economici associati ai proprietari, con finanza e investimenti che rappresentano il 14,4% del campione, mentre l’industria manifatturiera raggiunge il 12%. Seguono moda, lusso e beni di consumo, immobiliare, commercio e tecnologia.
La sfida successiva è costruire una rete stabile di infrastrutture, competenze, servizi, cantieristica e nuove attività produttive. A Cannes è stato presentato un progetto per realizzare in Sardegna una piattaforma di produzione di biometanolo, con l’idea di sviluppare una filiera di carburanti rinnovabili destinati anche alla nautica. Il passaggio da destinazione nautica a sistema industriale del mare rappresenta un’opportunità per la Sardegna, che si conferma un hub internazionale per la presenza di superyacht.
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