Strage di Erba, la difesa di Olindo e Rosa: «Frigerio aveva un deficit cognitivo, il ricordo è falso»

La difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi attacca la testimonianza di Mario Frigerio, sostenendo che il sopravvissuto aveva un deficit cognitivo e il suo ricordo è falso. L’udienza è fissata al 10 luglio.

Strage di Erba, la difesa di Olindo e Rosa: «Frigerio aveva un deficit cognitivo, il ricordo è falso»
Strage di Erba, la difesa di Olindo e Rosa: «Frigerio aveva un deficit cognitivo, il…

La difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati all’ergastolo per la strage di Erba del 2006, ha presentato nuove prove durante l’udienza in corso alla Corte d’Appello di Brescia. I legali della coppia sostengono che la testimonianza del sopravvissuto Mario Frigerio, morto nel 2014, è falsa e che il ricordo del sopravvissuto era influenzato da un deficit cognitivo. L’udienza è stata rinviata al 10 luglio per permettere ai giudici di valutare le eventuali repliche sull’istanza di revisione del processo.

Frigerio aveva un deficit cognitivo, il ricordo è falso

L’avvocato Fabio Schembri, uno dei difensori della coppia, ha sottolineato che Mario Frigerio, nel dicembre 2006, quando riconobbe Olindo Romano come aggressore, aveva raggiunto «l’apice del suo deficit cognitivo». Il sopravvissuto, ferito e intossicato dal fumo dell’incendio, aveva subito un trauma cerebrale che ne ha compromesso la capacità di ricordare. Schembri ha parlato di «amnesia anterograda» come base del falso ricordo del sopravvissuto, che inizialmente aveva descritto una persona «dalla pelle olivastra» e di «etnia araba», prima di riconoscere Olindo Romano.

Le nuove prove della difesa

La difesa ha presentato prove che, a loro avviso, sono incompatibili con la dinamica della strage. Tra queste, il fatto che Valeria Cherubini, una delle vittime, sarebbe stata uccisa nella sua abitazione e non colpita mortalmente al piano di sotto, come riconosciuto nelle sentenze precedenti. L’avvocato ha sottolineato che i soccorritori non avrebbero potuto non vedere i coniugi una volta intervenuti. Inoltre, la difesa ha messo in discussione la validità delle dichiarazioni di Frigerio, sostenendo che le sue parole dopo il 15 dicembre 2006 sono da considerarsi non idonee a causa di domande suggestive e di una condizione di vulnerabilità psichica.

La tensione in aula e le reazioni

Durante l’udienza, si è verificato un diverbio tra difesa e accusa. Il legale Nico D’Ascola ha invitato i rappresentanti dell’accusa a «non mostrare segni plateali di dissenso» durante il suo intervento, un commento che ha suscitato reazioni tra i magistrati. D’Ascola ha preannunciato che entrerà nel merito delle nuove prove, non limitandosi a argomentare l’ammissibilità. La difesa, con quattro avvocati, cercherà di convincere i giudici a riaprire il processo e a riconsiderare la verità giudiziaria della strage.

Olindo Romano e Rosa Bazzi sono presenti in aula per assistere all’udienza, che si preannuncia lunga e probabilmente non definitiva. La difesa punta su prove nuove, a loro avviso, che potrebbero portare alla riapertura del processo e, quindi, al proscioglimento dei coniugi già condannati all’ergastolo. La famiglia delle vittime, tra cui Azouz Marzouk, ha espresso la sua preoccupazione, sottolineando che «tante cose non tornano» e che la verità non è ancora stata pienamente chiarita.