Truffe a 1200 anziane con vendite porta a porta: scoperto giro criminale da 2,5 milioni
Scoperto giro criminale che truffava anziane con vendite porta a porta, causando danni per 2,5 milioni di euro.

Un giro criminale che truffava anziane con vendite porta a porta
La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Padova ha concluso un’indagine che ha portato al rinvio a giudizio di sei persone per truffe e estorsioni a 1200 anziane sole. L’associazione a delinquere, radicata nel padovano ma attiva in diverse regioni, ha sfruttato la vulnerabilità di donne anziane, spesso in condizioni economiche precarie, per vendere articoli casalinghi con ricarichi fino all’800%. I prodotti, presentati come di alta qualità, erano in realtà di scarso valore e venivano acquistati con finanziamenti presso società di credito al consumo.
Le vittime sono state costrette a firmare contratti di acquisto, spesso con l’inganno o la minaccia di azioni legali. I venditori, spesso con precedenti penali, si presentavano a casa delle anziane, sostenendo che contratti stipulati anni prima le obbligavano a nuove compras. In alcuni casi, i venditori si ripresentavano mesi dopo per costringere le vittime a rimodulare i finanziamenti, aumentando l’importo delle rate e la durata del prestito.
Un sistema di truffa ben organizzato
L’indagine ha rivelato un sistema ben strutturato, con una rete di agenti di vendita che battevano in modo sistematico aree territoriali già selezionate. Gli indagati, sulla base di elenchi nominativi acquistati da altre società, si concentravano su case di anziane, casalinghe e pensionati. Con abilità di persuasione, riuscivano a convincere le vittime a sottoscrivere contratti per articoli come ferri da stiro, set di pentole, materassi, topper, cuscini, lenzuola, poltrone reclinabili e dispositivi elettromedicali di magnetoterapia. Le vittime, spesso sole e con redditi limitati, erano costrette a prendere finanziamenti per coprire i costi, pur non avendo alcuna necessità. I ricarichi applicati sui prodotti erano estremamente elevati, con un incremento del prezzo fino all’800%. Inoltre, i venditori ricevevano provvigioni dalle società di finanziamento per ogni contratto stipulato, contribuendo al loro stile di vita sfarzoso.
Sequestro di beni per 2,5 milioni di euro
L’indagine ha portato al sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di 2,5 milioni di euro. Tra i beni sequestrati ci sono orologi, gioielli, capi d’abbigliamento e accessori, nonché disponibilità finanziarie e immobili. Gli indagati, che spesso frequentavano locali esclusivi a bordo di auto di lusso, avevano un tenore di vita incoerente con i loro redditi dichiarati. Le loro società, amministrate da donne ultrasessantenni, avevano una clientela composta esclusivamente da anziane. Le indagini sono iniziate da un controllo economico del territorio, che ha rivelato comportamenti sospetti. Gli accertamenti hanno evidenziato incongruenze tra quanto dichiarato all’Amministrazione Finanziaria e il tenore di vita dei soggetti indagati. Le testimonianze raccolte da alcune vittime hanno permesso di delineare il modus operandi del gruppo criminale, che si presentava come agenti di vendita legittimi, ma in realtà operava con metodi truffa e estorsione.

Un fenomeno diffuso in tutta Italia
Le vittime del giro criminale sono state identificate in 1200 donne, residenti non solo a Padova, ma anche in altre province come Alessandria, Ancona, Arezzo, Asti, Belluno, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Como, Cremona, Cuneo, Ferrara, Firenze, Forlì Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Lecco, Lodi, Lucca, Macerata, Mantova, Milano, Modena, Monza-Brianza, Novara, Parma, Pavia, Perugia, Pesaro-Urbino, Piacenza, Pordenone, Prato, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Savona, Siena, Sondrio, Torino, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona e Vicenza.
Il sistema ha sfruttato la fragilità psicologica e economica delle vittime, spesso con l’inganno o la minaccia. Gli indagati, alcuni dei quali con precedenti penali, hanno utilizzato tecniche di persuasione e manipolazione per convincere le anziane a firmare contratti di acquisto, spesso con l’inganno o la minaccia di azioni legali. La Guardia di Finanza ha svolto un’indagine complessa, che ha portato al blocco di un’attività criminale a tutela delle fasce deboli della popolazione.
