Il turismo si mangia le sue fondamenta

Il turismo in Alto Adige cresce senza freni, mettendo a rischio la sostenibilità e la qualità della vita. Un esperto spiega i rischi e le alternative.

Il turismo in Alto Adige si espande senza freni, mettendo a rischio la sostenibilità e la qualità della vita. Thomas Benedikter, studioso e politico locale, ha evidenziato come il settore, pur generando ricchezza, stia distruggendo le basi stesse su cui si fonda. L’esperto ha sottolineato come il turismo, in particolare in Sudtirol, stia creando un equilibrio fragile tra crescita economica e impatto ambientale, con conseguenze per le comunità locali e per l’ecosistema. Secondo i dati forniti, il turismo in Sudtirol si basa su un modello che privilegia l’esperienza del visitatore, spesso a scapito della conservazione del territorio. L’esperto ha sottolineato come il consumo di paesaggi come le Dolomiti, spesso utilizzati come sfondo per foto e video, stia portando a una degradazione irreversibile. “We konsumieren Landschaften als Kulissen für unsere Erlebnisse und zerstören dabei das, was wir bewundern”, ha detto Benedikter, riferendosi al fenomeno del turismo di massa.

Il turismo non è solo un fenomeno economico, ma anche un’azione che modifica l’ambiente e la società.

Un mercato che non si ferma, nonostante i limiti

Nonostante i dati mostrino un’occupazione delle camere solo al 40%, il settore turistico continua a espandersi. I 270.000 letti disponibili vengono aggiornati costantemente, anche se la domanda non sembra corrispondere al numero di offerte. “Trotzdem wird weitergebaut”, ha commentato Benedikter, sottolineando come il mercato non si fermi di fronte a limiti di capacità o di sostenibilità.

Questo fenomeno ha conseguenze dirette sul mercato immobiliare. Circa 9.000 appartamenti vengono affittati brevemente per scopi turistici, mentre mancano 19.000 abitazioni per i residenti. “Während Familien verzweifeln nach leistbarem Wohnraum, stecken Investoren Millionen in neue Luxushotels”, ha sottolineato l’esperto, evidenziando una redistribuzione di ricchezza a favore di pochi, a scapito delle famiglie locali. Un’altra conseguenza è la crescita dei prezzi immobiliari, che spinge le persone a indebitarsi per acquistare una casa. “Das ist eine massive Umverteilung zulasten der kleinen und mittleren Einkommen”, ha detto Benedikter, sottolineando come il turismo stia creando una situazione di squilibrio sociale.

La crescita del turismo non è solo un problema economico, ma anche un problema sociale.

Un’alternativa necessaria: il cambiamento politico

Benedikter ha espresso la sua preoccupazione per la mancanza di azione politica. “Die Aufweichung des Bettenstopps zeigt, dass man am Wachstumskurs festhält”, ha detto, riferendosi al fatto che le normative non vengono rispettate. L’esperto ha sottolineato che il cambiamento richiede un impegno da parte delle istituzioni, non solo di protesta da parte dei cittadini.

“Es braucht Druck von unten! Ausstellungen, Bücher und Diskussionen schaffen Bewusstsein. Aber irgendwann muss daraus politisches Handeln werden”, ha concluso Benedikter, chiedendo un uso più attivo degli strumenti democratici per modificare il modello turistico. L’esperto ha anche sottolineato l’importanza di iniziative come le iniziative popolari o le azioni pubbliche, come quelle recentemente viste a Meran. Il turismo in Sudtirol, pur essendo un pilastro economico, sta mettendo a rischio la sostenibilità e la qualità della vita. L’esperto ha chiesto un cambiamento radicale, non solo per il bene dell’ambiente, ma anche per il futuro delle comunità locali.