Lega lancia raccolta firme contro zone pedonali, Pd: “Sicurezza senza punire i residenti”
La Lega lancia una raccolta firme contro le zone pedonali nel centro storico di Como. Il Pd critica l’approccio dell’amministrazione.

La Lega della Sezione di Como ha avviato una raccolta di firme contro la realizzazione delle zone pedonali nel centro storico, ritenute dannose per residenti, commercianti, persone con disabilità e utenti delle biciclette. L’iniziativa, lanciata in risposta a una recente delibera comunale, mira a bloccare l’ennesimo atto di forza dell’amministrazione, accusata di non ascoltare le esigenze delle categorie interessate. Il Partito Democratico, attraverso il segretario cittadino Daniele Valsecchi, ha espresso dure critiche, sottolineando l’assenza di una visione d’insieme e l’incapacità di governare le trasformazioni della città con intelligenza e pianificazione.
Zone pedonali e mobilità: un tema dibattuto
La delibera approvata dalla Giunta comunale ha introdotto nuove restrizioni sul traffico e sulle aree pedonali, con conseguenze dirette su accesso, flussi e servizi logistici. L’obiettivo, puramente simbolico, è stato visto come un passo in avanti per la sicurezza dei pedoni, ma non senza conseguenze negative per la popolazione locale. La Lega sostiene che tali misure penalizzino i residenti, i commercianti e le persone con disabilità, riducendo la qualità della vita e creando ulteriori ostacoli al trasporto. Il Pd, invece, ha sottolineato che la sicurezza non deve venire a scapito dei diritti dei cittadini.
Consegne, biciclette e servizi pubblici: le critiche del Pd
Una delle principali preoccupazioni sollevate dal Pd riguarda il problema delle consegne. L’ingresso simultaneo di furgoni e camion di grandi dimensioni, senza aree dedicate al carico e scarico, rischia di intasare ulteriormente la ZTL, già sotto pressione per la presenza degli NCC. Valsecchi ha posto una domanda diretta all’amministrazione: “Ci sono aree di sosta e stalli dedicati al carico e scarico merci adeguatamente individuati, o volete costringere i mezzi commerciali a soste di fortuna?” La risposta, secondo il Pd, non è stata data. Inoltre, la soppressione del servizio bike sharing, in piena stagione turistica, è vista come un passo indietro rispetto alle politiche di mobilità sostenibile.
La Lega ha anche sottolineato l’importanza di un confronto e un ascolto delle categorie interessate, come commercianti, residenti e utenti delle biciclette. L’assenza di un piano di governo del territorio e di analisi approfondite ha portato a decisioni improvvisate, che non risolvono i problemi ma li aggravano. Il Pd ha chiesto a chi è in maggioranza di non rimanere silenziosamente d’accordo su una politica che, a suo parere, non risponde alle esigenze reali dei cittadini.
Un’amministrazione che governi con intelligenza
Il Pd ha chiesto un’amministrazione comunale in grado di governare la complessità con intelligenza e visione, non a colpi di balzelli burocratici e diktat calati dall’alto. La Lega, invece, ha espresso la sua preoccupazione per l’espulsione della popolazione residente, che si sente sempre più esclusa dalle decisioni che riguardano la città. La bicicletta, vista come un mezzo agile e povero, è stata considerata una risorsa da premiare, non un fastidio da bandire. La riduzione del suo uso nel centro storico, secondo il Pd, non risolve un problema di sicurezza ma ne crea un altro.
La situazione, come sottolineato da Valsecchi, è in controtendenza rispetto alle politiche di mobilità sostenibile adottate in altre città italiane e europee. La Lega e il Pd chiedono un approccio più equilibrato, che tenga conto delle esigenze di tutti i cittadini, senza penalizzare chi vive e lavora nel centro storico. La raccolta di firme, lanciata da una sezione locale della Lega, rappresenta un segnale di protesta, ma anche una richiesta di dialogo e di una pianificazione più responsabile e inclusiva.
