Elly Schlein cerca di consolidare la coalizione. Il Pd si muove con una road map per il programma e le primarie
Elly Schlein cerca di consolidare la coalizione. Il Pd si muove con una road map per il programma e le primarie.

Elly Schlein cerca di consolidare la coalizione interna al Pd, con una road map che prevede la definizione del programma e la preparazione delle primarie. I timori dentro il partito su una leadership troppo distante dal territorio sono stati smentiti, con dati che mostrano un incremento significativo del 2 per mille. Il 13 settembre a Reggio Emilia si terrà la festa nazionale dell’Unità, un momento chiave per il partito. La segretaria ha anche cercato di chiudere la polemica interna sui voti riformisti, spiegando che il 96 per cento del Pd ha supportato la risoluzione congiunta con il M5s e l’Avs.
Un patto con i territori e un record del 2 per mille
Un accordo importante, firmato da Michele Fina per conto di Schlein, ha portato a una maggiore partecipazione dei territori al 2 per mille. La percentuale di contributi ha raggiunto il 20-25 per cento, attivando una comunità più coesa. I dati mostrano un record: nel 2026, il Pd ha raccolto in sei mesi quanto nel 2023 in un intero anno. Fina ha spiegato che il miglioramento è dovuto a una strategia di riacquisto delle sedi e alla regolarizzazione dei contratti di affitto. A Bologna, ad esempio, è stato risolto un debito imponente grazie a un accordo con la Fondazione che detiene gli immobili.
Il 2026 è un anno record per il Pd, con un incremento di 374 mila euro rispetto al 2025. La strategia di Fina ha attivato una rete territoriale più attiva e organizzata. A Roma, un accordo tra Futuro Storico e l’associazione proprietaria di immobili ha permesso al Pd di recuperare dieci immobili destinati ai circoli. La sede nazionale ha anche usato i fondi per uscire dalla cassa integrazione i dipendenti che lo erano stati per otto anni. Il Pd può persino progettare di ricomprarsi la testata dell’Unità.
La sfida delle primarie e il nodo Kiev
Le primarie sono inevitabili, e Schlein non sembra intenzionata a backdoor con un nome condiviso. Il dibattito si concentrerà su temi chiave come l’invio di armi all’Ucraina, un tema che rimane il vero scoglio del programma. Il presidente del M5s, Giuseppe Conte, ha idealmente messo la testa di un’alleanza «contro il riarmo», ma anche il Pd è contrariamente all’aumento delle spese militari. Schlein, però, ha chiarito che il suo lavoro principale è «consolidare la coalizione e proteggere il principio dell’unità». Il 13 settembre a Reggio Emilia, la festa dell’Unità, sarà un momento cruciale per il partito.
Il Pd ha spostato il suo asse sul no all’aumento delle spese militari e ha cambiato linea sull’immigrazione. Schlein ha anche incontrato i sindacati dell’ex Ilva di Taranto, un segnale che il partito non si limita a incontrare solo l’establishment. Il lavoro sul programma è in corso, con l’obiettivo di chiuderlo ad ottobre e aprire i gazebo per le primarie tra dicembre e gennaio. Le regole saranno definite, con un voto online e un albo degli elettori, ma il tema più delicato rimane l’invio di armi all’Ucraina.
Il dibattito alla festa di Avs con Conte, Bonelli e Fratoianni sarà un altro passo importante. Schlein, però, non sembra intenzionata a mollare. La sua strategia è «avanti tutta», con la convinzione di vincere le primarie. Il Pd, però, deve affrontare le sfide interne e il rischio di una divisione interna. Il 2026 è un anno record, ma il lavoro non è finito. Il Pd deve continuare a consolidare la sua base e a trovare un denominatore comune per la coalizione.
