Guglielmo Puppo, 24 anni, identificato dopo 82 anni dalla strage di San Terenzo Monti
Identificato dopo 82 anni, Guglielmo Puppo, 24 anni, vittima della strage nazifascista di San Terenzo Monti.

Una vittima della strage nazifascista identificata dopo 82 anni
Dopo 82 anni, una delle vittime della strage nazifascista di San Terenzo Monti è finalmente stata identificata. Si tratta di Guglielmo Puppo, 24 anni, ufficiale del Regio Esercito che si era unito ai partigiani. La notizia, resa pubblica durante una commemorazione della strage, ha suscitato emozione e riconoscimento per la sua storia. Puppo, originario di Livorno, aveva scelto la via della Resistenza, rifiutando di combattere contro i propri connazionali. La sua identificazione è il frutto di un lavoro di ricerca durato anni, condotto da storici e volontari locali.
La strage di San Terenzo Monti, avvenuta il 19 agosto 1944, fu una delle più gravi operazioni di repressione nazifascista in Italia. Dopo un combattimento tra partigiani e SS a Bardine, dove furono uccisi sedici soldati tedeschi, le forze dell’Axis si vendicarono con una carneficina. A San Terenzo Monti, 107 persone indifese, tra cui donne, bambini e anziani, furono assassinate. Puppo, uno dei 53 ostaggi portati nei pressi del Ponte di Bardine, fu legato a pali e alberi e impiccato con filo spinato. Per prolungarne l’agonia, gli furono sparati alle gambe. Le sue anime, appese al sole d’agosto, rimasero per tre giorni a consumarsi tra nuvole di mosche.
Un eroe della Resistenza
Guglielmo Puppo aveva 24 anni quando si unì ai partigiani. NATO a Livorno nel 1920, aveva già prestato servizio come sottotenente della Guardia Armata alla Frontiera in Valle d’Aosta. Dopo l’Armistizio del 1943, si arruolò nella formazione “Bandelloni”, un gruppo di resistenza attivo sul Monte Gabberi. Con esuberanza e coraggio non comuni, partecipò alle azioni della formazione, sempre in linea e di esempio per chi lo conobbe. Il 12 agosto 1944, inviato in missione di ricognizione a Val di Castello, fu catturato da una pattuglia tedesca nonostante fosse disarmato. Le SS lo tradussero a San Terenzo Monti e lo fucilarono nello stesso giorno.
La scoperta dell’identità di Guglielmo Puppo è il risultato di un lavoro di ricerca durato anni. L’ultimo familiare, un nipote, ha rinvenuto la documentazione necessaria, mentre lo storico Giovanni Cipollini, insieme al delegato alla Memoria del Comune di Fivizzano, ha contribuito alla sua identificazione. Puppo, che aveva lasciato la città di origine del padre per trasferirsi a La Spezia e poi nell’entroterra versiliese, aveva costituito il primo gruppo di partigiani della Versilia. Il suo nome, fino a poco tempo fa, era rimasto sconosciuto, ma oggi è tornato alla luce.
La sua storia è un simbolo della Resistenza e della memoria storica. Il nipote, nel prossimo autunno, porterà con sé ricordi ed effetti personali al Museo della Cultura della Memoria, affinché il ricordo di Guglielmo Puppo rimanga nella storia della Resistenza. La sua identificazione non solo restituisce un volto alla strage, ma anche un’identità a una storia dimenticata, che oggi viene riconosciuta e onorata.
