Nuovi accertamenti richiesti per reperti dell’omicidio Yara Gambirasio
Difesa di Bossetti chiede nuovi accertamenti su reperti analizzati dal Ris.
La difesa di Massimo Giuseppe Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha presentato una richiesta alla Corte d’Assise di Bergamo per ulteriori accertamenti tecnico-scientifici sui reperti analizzati dal Ris di Parma. La richiesta, che sarà valutata in camera di consiglio, nasce da nuovi elementi emersi dopo la sentenza definitiva del 2018. Gli avvocati Claudio Salvagno e Paolo Camporini, che seguono il caso, hanno spiegato che i dati sono stati resi disponibili solo dopo l’autorizzazione del Giudice dell’Esecuzione e la consegna della documentazione fotografica ad alta risoluzione. L’istanza segue il provvedimento della Corte di Cassazione del 26 luglio 2023, che aveva limitato la difesa all’osservazione dei reperti. La difesa chiede ora di poter effettuare ulteriori approfondimenti su abiti e campioni biologici conservati, in modo da poter esaminare nuovi aspetti emersi durante le indagini.
Accertamenti su reperti analizzati dal Ris
La richiesta della difesa di Bossetti si basa su nuovi dati ottenuti grazie alle foto ad alta risoluzione del Ris di Parma, che hanno reso visibili dettagli precedentemente non analizzati. Gli avvocati hanno spiegato che gli elementi che hanno portato alla richiesta sono emersi solo dopo l’autorizzazione del Giudice dell’Esecuzione. L’istanza, depositata alla Corte d’Assise di Bergamo, mira a proseguire il percorso processuale avviato con il provvedimento della Corte di Cassazione. La difesa chiede di poter effettuare ulteriori accertamenti tecnico-scientifici sui reperti, in modo da poter esaminare nuovi aspetti che potrebbero influire sul caso. La richiesta è stata presentata dopo una lotta di cinque anni, culminata con l’autorizzazione alla visione degli ultimi indumenti indossati da Yara Gambirasio.
Un percorso processuale in continuo sviluppo
La richiesta della difesa di Bossetti rappresenta un ulteriore passo avanti nel tentativo di riaprire un caso chiuso nel 2018. Gli avvocati hanno spiegato che i nuovi elementi emersi durante le indagini hanno reso necessario un ulteriore approfondimento sui reperti confiscati. La Corte d’Assise di Bergamo dovrà valutare la richiesta e decidere se autorizzare ulteriori accertamenti tecnico-scientifici. La difesa ha sottolineato che l’istanza segue il provvedimento della Corte di Cassazione del 26 luglio 2023, che aveva limitato la difesa all’osservazione dei reperti. La richiesta, depositata dopo una lotta di cinque anni, mira a proseguire il percorso processuale avviato con il provvedimento della Corte di Cassazione.
La difesa ha spiegato che i nuovi dati sono emersi solo dopo l’autorizzazione del Giudice dell’Esecuzione e la consegna della documentazione fotografica ad alta risoluzione. La Corte d’Assise di Bergamo dovrà valutare la richiesta e decidere se autorizzare ulteriori accertamenti tecnico-scientifici. La richiesta è il risultato di un percorso processuale che ha visto la difesa avanzare passo dopo passo, cercando di ottenere nuove informazioni e approfondimenti. La difesa ha sottolineato che l’istanza costituisce il naturale sviluppo del percorso processuale avviato con il provvedimento della Corte di Cassazione. La richiesta, depositata dopo una lotta di cinque anni, mira a proseguire il percorso processuale avviato con il provvedimento della Corte di Cassazione.
- La difesa di Bossetti chiede nuovi accertamenti sui reperti analizzati dal Ris.
- La richiesta è stata depositata alla Corte d’Assise di Bergamo.
- La Corte dovrà valutare la richiesta in camera di consiglio.
La difesa ha spiegato che i nuovi dati sono emersi solo dopo l’autorizzazione del Giudice dell’Esecuzione e la consegna della documentazione fotografica ad alta risoluzione. La Corte d’Assise di Bergamo dovrà valutare la richiesta e decidere se autorizzare ulteriori accertamenti tecnico-scientifici. La difesa ha sottolineato che l’istanza costituisce il naturale sviluppo del percorso processuale avviato con il provvedimento della Corte di Cassazione. La richiesta, depositata dopo una lotta di cinque anni, mira a proseguire il percorso processuale avviato con il provvedimento della Corte di Cassazione.
