Rosa Bazzi e il reato di diffamazione: un caso in prescrizione
Rosa Bazzi risponde a un reato di diffamazione dopo sei anni, il caso potrebbe concludersi in nulla di fatto.
Rosa Bazzi, 62 anni, moglie di Olindo Romano, condannato all’ergastolo per la strage di Erba, dovrà rispondere di un reato di diffamazione aggravata nei confronti di Pietro Castagna, fratello di Raffaella Castagna e zio del piccolo Youssef, figlio di Paola Galli, una delle vittime dell’episodio del 11 dicembre 2006. L’indagine, iniziata a Como, ha seguito un iter lungo e complesso, con un’ipotesi di prescrizione che si avvicina. Il reato, infatti, è ormai prossimo alla prescrizione, che interverrà tra quattro giorni esatti, quando saranno trascorsi sei anni dalla messa in onda dell’intervista in cui Rosa Bazzi ha affermato: “Pietro deve sedersi a tavola con me e dobbiamo vedere tra me e lui chi è colpevole”. Salvo atti interruttivi che potrebbero allungare la prescrizione a sette anni e mezzo, il prossimo 18 maggio, all’apertura dell’udienza, il reato dovrà considerarsi estinto.
Un caso in prescrizione
La posizione del reporter, Pietro Castagna, fu successivamente archiviata quando la procura di Monza cambiò rotta, sostenendo l’esimente del diritto di cronaca. L’indagine, inizialmente radicata a Como, ha seguito un percorso complesso, con un’ipotesi di prescrizione che si avvicina. Rosa Bazzi, insieme al marito Olindo Romano, aveva avanzato una richiesta di revisione del processo, ma questa è stata respinta. A questo punto, almeno su questo fronte, la donna dovrebbe rimanere innocente. Il reato di diffamazione aggravata, se non interrotto da atti ulteriori, si estinguerà il 18 maggio, quando saranno trascorsi sei anni dalla messa in onda dell’intervista.
La prescrizione potrebbe portare a un nulla di fatto. Il reato, se non interrotto da ulteriori atti, dovrà considerarsi estinto il 18 maggio. Questo significa che Rosa Bazzi non dovrà affrontare ulteriori conseguenze legali. La famiglia Castagna, tra cui Pietro, ha seguito con attenzione l’evolversi della vicenda, ma non ha espresso dichiarazioni ufficiali. Il caso, pur essendo legato a un passato drammatico, si conclude con un’ipotesi di chiusura legale, senza ulteriori sviluppi.
Le dichiarazioni in diretta
Nel 2020, durante un’intervista condotta da Antonino Monteleone per la trasmissione “Le Iene”, Rosa Bazzi ha pronunciato la frase che ha dato avvio all’indagine: “Pietro deve sedersi a tavola con me e dobbiamo vedere tra me e lui chi è colpevole”. L’episodio, ripreso in diretta, ha suscitato reazioni e dibattiti, ma non ha portato a una condanna. Anche Monteleone, in fase di indagine, è stato sottoposto a verifiche, avendo condotto l’intervista senza dissociarsi dalle dichiarazioni da lei rilasciate.
La richiesta di revisione è stata respinta. Rosa Bazzi, insieme al marito Olindo Romano, aveva avanzato una richiesta di revisione del processo, ma questa è stata respinta. A questo punto, almeno su questo fronte, la donna dovrebbe rimanere innocente. La situazione, tuttavia, si sta chiudendo con un esito probabilmente positivo per Rosa Bazzi. La prescrizione, se confermata, potrebbe portare a un “nulla di fatto” obbligato, con la fine del processo.
- Rosa Bazzi dovrà comparire davanti a un giudice il 18 maggio.
- Il reato di diffamazione è ormai prossimo alla prescrizione.
- La richiesta di revisione del processo è stata respinta.
La vicenda, sebbene legata a un passato traumatico, si conclude con un esito che potrebbe essere definitivo. La prescrizione, se confermata, porterà a un esito positivo per Rosa Bazzi, che dovrà affrontare l’udienza il 18 maggio, ma senza ulteriori conseguenze legali. Il caso, pur essendo legato a un passato drammatico, si chiude con un’ipotesi di chiusura legale, senza ulteriori sviluppi.
