Semafori AI a Las Vegas: illuminano i pedoni, ma alimentano la polemica
Las Vegas testa semafori AI che illuminano i pedoni, ma suscita preoccupazioni per privacy e efficacia.

Las Vegas ha introdotto un sistema di semafori intelligenti in grado di illuminare i pedoni in tempo reale, un’innovazione che ha già suscitato dibattito e polemica. Il progetto, testato su 16 incroci della città, mira a migliorare la visibilità dei pedoni, soprattutto di notte, e a ridurre gli incidenti stradali. Tuttavia, il sistema, basato su tecnologia di riconoscimento facciale, ha sollevato preoccupazioni per la privacy e l’effettiva utilità del sistema.
Un sistema che segue i pedoni con luce
I semafori, prodotti dall’azienda americana ISS e denominati SecurOS Soffit, utilizzano telecamere in grado di analizzare in tempo reale la postura, i movimenti e le espressioni del viso dei pedoni. Se l’algoritmo rileva che una persona intende attraversare, attiva un fascio di luce che la segue passo dopo passo fino all’altro lato della carreggiata. Niente segnali extra per le auto, nessun segnale acustico. L’unica differenza è quel pedone illuminato al centro della strada. Secondo l’azienda produttrice, l’effetto “faro” è sufficiente a catturare l’attenzione degli automobilisti e a evitare gli investimenti. Tuttavia, i dati sulla sicurezza stradale raccontano una storia diversa. L’IIHS ha confermato che oltre il 70% degli incidenti mortali avviene tra le sei di sera e le sei del mattino, e in questo senso, illuminare meglio gli incroci potrebbe aiutare. Ma non è sufficiente.
Le critiche degli esperti: luce non basta
Organismi ufficiali come la NHTSA ricordano da tempo che i pedoni vengono travolti soprattutto per altre ragioni. L’alta velocità, la guida ubriaca, la distrazione da smartphone e il modo in cui sono progettate le strade sono i principali fattori di rischio. Se chi attraversa viene puntato da un riflettore, ma chi guida sta guardando il telefono o corre a velocità doppia rispetto al limite, l’impatto rischia di avvenire comunque.
Senza contare che le auto in circolazione sono sempre più grandi e alte, un fattore che riduce parecchio la visuale e gli spazi di frenata. Per gli esperti, il problema non è la luce, ma l’approccio generale alla sicurezza stradale. Le linee guida della Federal Highway Administration (FHWA) e dell’IIHS indicano che il riconoscimento facciale non è tra le soluzioni davvero efficaci per salvare vite in città. Quello che funziona sul serio è dividere fisicamente lo spazio tra macchine e persone.
Privacy e dati biometrici: un nodo insidioso
Il nodo della privacy A far discutere non è solo l’effettiva utilità del sistema. Negli Stati Uniti si stanno già sollevando parecchi dubbi sul trattamento dei dati biometrici raccolti dalle telecamere di un’azienda privata. Con il rischio collaterale, prevedibile, di alimentare le solite teorie del complotto sulla sorveglianza di massa.
La tecnologia, pur innovativa, solleva interrogativi su come vengono gestiti i dati raccolti. L’uso di scansione facciale e analisi in tempo reale potrebbe essere visto come una forma di sorveglianza, anche se non è diretta. Per gli esperti, il rischio è che installare sensori diventi una scorciatoia economica per evitare di spendere soldi nella vera ristrutturazione delle strade. Nonostante l’interesse per l’innovazione, il sistema di semafori AI a Las Vegas rimane un esperimento in fase di valutazione. Mentre si discute sull’efficacia e la privacy, la città continua a testare nuove soluzioni per migliorare la sicurezza stradale, ma senza dimenticare i limiti della tecnologia e le priorità reali.
