Guido De Maria, l’uomo che fece ridere con un Gulp, è morto a 93 anni

Guido De Maria, autore di fumetti e caroselli, è morto a 93 anni. L’uomo che fece ridere con un Gulp e si definì «ignorante enciclopedico».

Un uomo ride mentre mostra un Gulp, con un fumetto in mano, in un ambiente di studio
Un uomo ride mentre mostra un Gulp, con un fumetto in mano, in un ambiente di studio

Un maestro dell’umorismo e della creatività

Guido De Maria, autore di fumetti e caroselli, è morto a 93 anni. NATO a Modena, De Maria ha attraversato più di mezzo secolo di televisione, portando sul piccolo schermo programmi storici come Gulp! e Supergulp!. L’uomo, noto per l’umorismo senza pretese e per l’autoironia, si definiva «un ignorante enciclopedico». La sua carriera ha visto la nascita di personaggi e slogan che si sono radicati nella memoria degli italiani, come Salomone pirata pacioccone dell’Amarena Fabbri, il cui carosello si concludeva con la domanda «Capitano, lo possiamo torturare?». La sua passione per l’umorismo lo portò a collaborare con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, con cui creò spot pubblicitari che rimasero nella memoria collettiva. De Maria ha anche lavorato con Giorgio Bonvi e Giorgio Guccini, con cui ha creato storielle che mescolavano ironia e cultura.

Da vignettista a maestro del carosello

La carriera di De Maria iniziò con il fumetto, grazie a un incontro con Enzo Biagi, direttore di Epoca, che lo incoraggiò a pubblicare vignette satiriche. A 17 anni, De Maria iniziò a creare vignette per il giornale del liceo, e a metà degli anni Cinquanta portò la prima vignetta satirica a Biagi, che gli promise di pubblicarne una per ogni esame. La sua passione per l’umorismo lo portò a collaborare con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, con cui creò spot pubblicitari che rimasero nella memoria collettiva. De Maria ha anche lavorato con Giorgio Bonvi e Giorgio Guccini, con cui ha creato storielle che mescolavano ironia e cultura. La sua collaborazione con la Rai portò alla nascita di Gulp!, un programma che segnò lo sbarco in tv del fumetto animato. La prima puntata, di un quarto d’ora, andò in onda il 14 settembre 1972. L’idea fu ispirata da un carosello Zoppas della Paul Film, e De Maria e Bonvi crearono una parodia di Nick Carter. Il successo fu immediato, e Gulp! divenne un programma iconico.

Un’eredità di umorismo e creatività

De Maria ha lasciato un’eredità di umorismo e creatività, con oltre 1.200 caroselli e spot pubblicitari realizzati in vita. Tra i suoi lavori più noti ci sono i caroselli per la cera Grey, con Franchi e Ingrassia, e i pubblicitari per marchi come DeLonghi e Amarena Fabbri. L’umorismo di De Maria era sempre leggero, senza pretese, e si basava su una capacità di creare storie che si imprimono nella mente del pubblico. L’ultimo spot dei nanetti Loacker risale a pochi anni fa, dimostrando che la sua passione per l’umorismo non si è mai spenta.

De Maria ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura popolare italiana, con un’abilità unica nel mixare ironia e cultura. La sua carriera ha visto la nascita di personaggi e slogan che si sono radicati nella memoria degli italiani, come Salomone pirata pacioccone dell’Amarena Fabbri, il cui carosello si concludeva con la domanda «Capitano, lo possiamo torturare?». La sua passione per l’umorismo lo portò a collaborare con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, con cui creò spot pubblicitari che rimasero nella memoria collettiva.

Un’ultima parola su un maestro del fumetto

De Maria ha anche diretto Comix, un giornale a fumetti, che vendeva fino a 80-90 mila copie alla settimana. L’editore Franco Cosimo Panini, per difendere un’idea di purezza del prodotto, all’inizio non voleva neanche metterci della pubblicità. De Maria ha lasciato un’eredità di umorismo e creatività, con oltre 1.200 caroselli e spot pubblicitari realizzati in vita. La sua carriera ha visto la nascita di personaggi e slogan che si sono radicati nella memoria degli italiani, come Salomone pirata pacioccone dell’Amarena Fabbri, il cui carosello si concludeva con la domanda «Capitano, lo possiamo torturare?».

La sua passione per l’umorismo lo portò a collaborare con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, con cui creò spot pubblicitari che rimasero nella memoria collettiva. De Maria ha anche lavorato con Giorgio Bonvi e Giorgio Guccini, con cui ha creato storielle che mescolavano ironia e cultura. La sua carriera ha visto la nascita di personaggi e slogan che si sono radicati nella memoria degli italiani, come Salomone pirata pacioccone dell’Amarena Fabbri, il cui carosello si concludeva con la domanda «Capitano, lo possiamo torturare?».