La storia di Giulia Cecchettin diventa un film: regia di Paola Randi

La storia di Giulia Cecchettin diventa un film, regia di Paola Randi, tratto da un libro che affronta la violenza di genere.

Un film per non dimenticare

La storia di Giulia Cecchettin, la giovane studentessa di ingegneria biomedica uccisa tre anni fa a Fossò, tra Venezia e Padova, diventa un film. Il titolo è *Se domani non torno*, regia di Paola Randi, e uscirà al cinema entro il 2026. Il progetto è tratto dal libro *Cara Giulia* (Rizzoli), scritto da Marco Franzoso con il padre di Giulia, Gino Cecchettin. Il libro, che ha suscitato un forte dibattito e una profonda empatia, è diventato la base per un’opera cinematografica che vuole raccontare non solo la tragedia, ma anche l’impatto sociale e la lotta contro la violenza di genere.

Il titolo del film riprende un verso di una poesia di Cristina Torre Cáceres, diventata virale dopo il femminicidio di Giulia. La poesia, che si è diffusa in piazze e manifestazioni, contiene frasi come «Se domani sono io, mamma, se non torno domani, distruggi tutto. Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima». Queste parole, che hanno trovato eco in una società in cerca di giustizia e consapevolezza, sono diventate il filo conduttore del progetto cinematografico.

Un libro che parla di cultura e violenza

*Cara Giulia* non è solo una narrazione della vita di Giulia, ma un’analisi profonda del contesto culturale in cui si sviluppano i femminicidi. Il sottotitolo del libro, *Quello che ho imparato da mia figlia*, indica l’interesse di Gino Cecchettin a interroga la cultura patriarcale e i bias cognitivi che alimentano la violenza. Il libro affronta temi come la colpevolizzazione delle vittime, il patriarcato interiorizzato e la necessità di costruire relazioni fondate sull’empatia e sul rispetto reciproco.

Il ricavato delle vendite del libro finanzia la Fondazione Giulia Cecchettin, che si occupa di violenza di genere. La fondazione, creata da Gino Cecchettin, si propone di combattere la violenza di genere attraverso formazione e sensibilizzazione. Il libro, inoltre, è un strumento per affrontare le radici del problema e promuovere un cambiamento culturale.

Un impegno per il cambiamento

Marco Franzoso, autore del libro, ha spiegato che la scrittura è stata per lui un modo per mettersi in discussione e capire il mondo che lo circonda. «Ho vissuto la scrittura di *Cara Giulia* come un cammino difficile, devastante, ma era l’unico modo per imparare a vedere meglio un dramma che ci coinvolge ogni giorno», ha detto. La collaborazione con Gino Cecchettin è stata fondamentale per dare voce a una storia che ha aperto una frattura nella coscienza pubblica.

Un film per educare e sensibilizzare

Il film, che sarà un altro passo avanti in una strada lunghissima, mira a portare il tema della violenza di genere a un pubblico più ampio. «Il linguaggio del cinema, della tivù, delle piattaforme, porterà questo tema a un pubblico più ampio, spero andrà anche nelle scuole, entrerà in ogni famiglia», ha sottolineato Franzoso. La regista e sceneggiatrice Paola Randi, con la sua sensibilità, è considerata la persona giusta per realizzare un’opera importante, in grado di parlare a tutte e tutti.

La strada per il cambiamento è ancora lunga, ma iniziamo a parlarne e a confrontarci. La storia di Giulia Cecchettin non è solo un ricordo, ma un invito a rompere il muro del silenzio e a educare contro la violenza di genere. Un tema che Marco Franzoso ha sempre affrontato nei suoi libri e che, con l’arrivo del film, potrebbe trovare un nuovo spazio nella cultura e nella società.