L’ex detenuto rivela una falsa testimonianza contro Logli
Difensori di Logli cercano nuove prove per ribaltare condanna.
Un ex detenuto ha rivelato di aver ricevuto false informazioni su Antonio Logli, il marito di Roberta Ragusa, in carcere dal 2019 per una condanna definitiva a vent’anni per omicidio e distruzione di cadavere. L’uomo, che ha inviato una lettera ai legali di Logli, ha sostenuto di aver conosciuto Loris Gozi, un testimone chiave del processo, al Don Bosco nel 2016, durante il periodo in cui era in carcere per furto. Secondo l’ex detenuto, Gozi avrebbe confidato a un italiano di aver reso falsa testimonianza, incastrando ingiustamente Logli. L’avvocato Andrea Vernazza, supportato dalla criminologa Anna Vagli, sta cercando di ribaltare la storia giudiziaria chiedendo alla corte di Appello di Genova di verificare l’attendibilità delle dichiarazioni di Gozi. L’uomo, che svolgeva funzioni di servizio al carcere, come raccogliere i rifiuti nelle celle, ha smentito le confidenze di Gozi, ma i difensori di Logli stanno valutando se includere le sue dichiarazioni nell’istanza di revisione. Un secondo detenuto, le cui dichiarazioni sono ancora al vaglio, potrebbe aprire una nuova fase del processo.
Un nuovo strumento per i difensori di Logli
Il biglietto dell’ex detenuto rappresenta un’arma strategica per i difensori di Antonio Logli, che cercano di scagionarlo definitivamente. L’uomo, che ha svolto funzioni di servizio al Don Bosco, ha rivelato di aver conosciuto Gozi durante il periodo in cui era in carcere per furto. Secondo le sue dichiarazioni, Gozi avrebbe confidato a un italiano di aver reso falsa testimonianza, incastrando Logli. L’avvocato Andrea Vernazza, insieme alla criminologa Anna Vagli, sta cercando di verificare l’attendibilità delle dichiarazioni di Gozi, in vista di un nuovo processo. La lettera dell’ex detenuto è stata inviata ai legali di Logli, che stanno valutando se includerla come prova nel ricorso di revisione. La situazione potrebbe evolvere in una “guerra” tra testimoni, con il rischio di nuove contestazioni.
Le dichiarazioni dell’ex detenuto mettono in discussione la veridicità delle testimonianze. L’uomo, che è stato in carcere e poi ai domiciliari per reati contro il patrimonio, ha spiegato che, durante il periodo in cui era in carcere, ha conosciuto Gozi e ha ricevuto informazioni che, secondo lui, sono false. L’uomo ha svolto funzioni di servizio al Don Bosco, tra cui la raccolta dei rifiuti nelle celle. Questo contesto ha permesso a Gozi di confidare a un italiano di aver reso falsa testimonianza, incastrando Logli. Tuttavia, Gozi ha smentito le dichiarazioni dell’ex detenuto, mettendo in discussione la sua attendibilità. I difensori di Logli stanno valutando se includere le dichiarazioni dell’ex detenuto come prova nel ricorso di revisione.
Un processo in bilico tra testimonianze e verità
La situazione del processo di Antonio Logli si trova in un momento cruciale, con nuove testimonianze che potrebbero influenzare il verdetto. L’avvocato Andrea Vernazza e la criminologa Anna Vagli stanno cercando di verificare l’attendibilità delle dichiarazioni di Gozi, in vista di un nuovo processo. L’ex detenuto, che ha inviato una lettera ai legali di Logli, ha rivelato di aver ricevuto informazioni false, che potrebbero scagionare il marito di Roberta Ragusa. Tuttavia, Gozi ha smentito le dichiarazioni dell’ex detenuto, mettendo in discussione la sua attendibilità. I difensori di Logli stanno valutando se includere le dichiarazioni dell’ex detenuto come prova nel ricorso di revisione. Un secondo detenuto, le cui dichiarazioni sono ancora al vaglio, potrebbe aprire nuove possibilità per il processo.
La situazione potrebbe evolvere in una “guerra” tra testimoni. I difensori di Logli stanno valutando se includere le dichiarazioni dell’ex detenuto come prova nel ricorso di revisione. Un secondo detenuto, le cui dichiarazioni sono ancora al vaglio, potrebbe aprire nuove possibilità per il processo. La situazione si complica ulteriormente con il rischio di nuove contestazioni, che potrebbero portare a una polarizzazione tra le testimonianze. L’obiettivo dei difensori è di scagionare definitivamente Antonio Logli, ma la strada è ancora lunga e dipende da come saranno valutate le nuove prove.
