La stagione della caccia in Toscana aperta: centinaia di animali in pericolo nonostante il parere negativo dell’Ispra

In Toscana si apre la stagione della caccia, centinaia di animali in pericolo nonostante il parere negativo dell’Ispra.

Animali in pericolo durante la stagione della caccia in Toscana, con l’Ispra che ha espresso un parere negativo
Animali in pericolo durante la stagione della caccia in Toscana, con l’Ispra che ha espresso un parere negativo

La stagione della caccia in Toscana è iniziata il 1 settembre 2026, portando con sé il rischio di morte per centinaia di animali, nonostante il parere negativo dell’Ispra. La decisione della Regione Toscana di aprire il periodo venatorio ha suscitato preoccupazioni tra ambientalisti e istituzioni che hanno chiesto una maggiore tutela per alcune specie rare. L’Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, aveva espresso un parere contrario all’apertura del periodo venatorio, ma la Giunta regionale ha optato per un approccio diverso, basato su motivazioni legate alla tutela dell’agricoltura e al contenimento di specie invasive. La stagione ha visto l’apertura del periodo venatorio nonostante le richieste di sospensione da parte di organizzazioni come la LAV e il WWF.

La gestione delle specie aliene e la protezione dell’ecosistema

La Regione Toscana ha autorizzato la caccia a specie come il capriolo, l’ibis sacro e la lepre, anche in periodi considerati delicati. L’ibis sacro, in particolare, è una specie in via di espansione in Italia, ma è spesso visto come una minaccia per l’ecosistema e la biodiversità. Nonostante un recente studio francese abbia dimostrato che la caccia non è efficace nel ridurre i danni causati da fauna selvatica, la Regione ha ritenuto necessario il controllo delle popolazioni di specie aliene. L’Ispra aveva chiesto di vietare la caccia in alcuni periodi, ma la Giunta ha ritenuto che i pareri non fossero vincolanti per le decisioni sul calendario venatorio.

La Legge 157/1992, che regolamenta la stagione venatoria, ha autorizzato la decisione regionale, rendendo difficile un ricorso legale. Inoltre, il Tar potrebbe intervenire, ma non è certo che possa annullare le disposizioni regionali. La Regione ha chiarito che non si tratta di una guerra contro gli animali, ma di una protezione della biodiversità e dell’ecosistema. La motivazione principale del via libera alla caccia è la tutela dell’agricoltura e la prevenzione di eventuali danni, ma anche il contenimento delle popolazioni di specie aliene invasive.

Le specie in pericolo e le conseguenze della caccia

Nonostante le richieste di protezione, centinaia di animali sono in pericolo. L’ibis eremita e l’ibis mignattaio, che potrebbero essere confusi con l’ibis sacro in condizioni di luce non favorevole, sono anch’essi in pericolo. La decisione della Regione ha suscitato dibattito, con alcune voci che hanno espresso preoccupazione per la tutela degli animali e per l’impatto ambientale della caccia. La situazione rimane in sospeso, con la Regione che difende la sua scelta e l’Ispra che continua a sollecitare una maggiore attenzione alle specie in pericolo.

La Regione Toscana ha ritenuto che i pareri dell’Ispra non fossero vincolanti per le decisioni sul calendario venatorio. La Legge 157/1992 autorizza e regolamenta la stagione venatoria, rendendo difficile un ricorso legale. La motivazione principale del via libera alla caccia è la tutela dell’agricoltura e il contenimento delle popolazioni di specie aliene invasive. La decisione ha suscitato dibattito tra ambientalisti e istituzioni, con alcune voci che hanno espresso preoccupazione per la tutela degli animali e per l’impatto ambientale della caccia.