La casa è un diritto, non una merce: l’UE lancia nuove norme per l’abitazione accessibile
L’Ue presenta nuove norme per rendere l’alloggio accessibile, con dati su crisi abitativa e preoccupazioni degli europei.

La casa è un diritto, non una merce: la Commissione europea ha lanciato nuove norme per rendere l’alloggio accessibile e affrontare la crisi abitativa che colpisce milioni di europei. La proposta, presentata il 9 settembre 2026, mira a fornire agli Stati membri e alle città gli strumenti per garantire alloggi a prezzi abbordabili, soprattutto nelle aree più colpite. La mancanza di alloggi accessibili è diventata una delle preoccupazioni più urgenti per gli europei, come sottolinea un recente sondaggio dell’Eurobarometro. In Italia, il problema è sentito soprattutto dalle famiglie e dai giovani, che trovano difficile accedere a una casa a prezzi convenienti.
La casa come diritto, non come merce
“La casa è un diritto, non una merce”, ha dichiarato Dan Jørgensen, commissario europeo per l’edilizia abitativa, introducendo l’Affordable Housing Act, una legge che mira a garantire l’accesso a alloggi a prezzi accessibili. L’obiettivo è rendere disponibili abitazioni a costi più bassi, soprattutto in aree dove la pressione abitativa è elevata. La legge fornisce alle autorità locali la certezza del diritto quando scelgono di agire, sulla base delle specificità locali, nell’ambito del diritto dell’UE. La mancanza di alloggi è diventata una delle preoccupazioni più urgenti per gli europei, sostiene l’Esecutivo citando un recente sondaggio di Eurobarometro. In particolare, in alcune città e destinazioni turistiche popolari, dove la pressione sugli alloggi è più forte, il crescente uso di alloggi per scopi diversi dalla residenza primaria può aggravare la disponibilità e l’accessibilità economica locali.
Le sfide dell’abitazione in Italia
In Italia, il problema dell’accesso alla casa è particolarmente sentito. Secondo dati recenti, il 92% degli italiani ritiene necessario introdurre misure per agevolare l’accesso alla proprietà della prima casa, perché rassicura le persone e genera stabilità nella società. La situazione è aggravata dal numero crescente di case inutilizzate, con 8 milioni e mezzo di abitazioni non utilizzate, il 25,7% del totale delle abitazioni intestate a persone fisiche.
Queste abitazioni comprendono 5,8 milioni di case non primarie utilizzate per soggiorni brevi o non locate, quasi 1,4 milioni non hanno allacciamento alle reti di energia e acqua, e quasi 1,3 milioni hanno utilizzi indefiniti e non sono dichiarati nei redditi. Per il 94,1% degli italiani senza supporto familiare, in particolare i giovani, è molto difficile acquistare casa. Il 91,5% dei giovani, il 94,9% degli adulti e il 94,8% degli anziani condividono questa preoccupazione. La pressione abitativa è particolarmente alta in alcune città turistiche, dove la disponibilità di alloggi è limitata e i prezzi sono elevati. A Roma, ad esempio, per 1.000 abitanti nell’area del centro storico gli annunci per affitti brevi sono 105, la media cittadina è 12.
Le persone che vivono in case inadeguate o fatiscenti erano il 9,5% nel 2014 e sono scese al 5,6% nel 2024. Inoltre, tra 2014 e 2024 le quote di famiglie con abitazioni con strutture danneggiate sono diminuite dal 13,2% al 9,8%, quelle con problemi di umidità dal 19,9% al 12,9% e quelle con scarsa luminosità dal 7,5% al 7,3%. Legati al problema casa figurano altri elementi che segnano la società italiana e la vita di molte persone.
Il costo elevato degli affitti e la carenza di edilizia sociale (ferma al 2,6%) costringono il 79% dei giovani italiani tra i 20 e i 29 anni a vivere ancora con i genitori. Ulteriori problemi di alloggio riguardano la parte di popolazione che necessita di muoversi all’interno del territorio nazionale per ragioni di lavoro, di studio o di salute.
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