Regolamento UE sul metano, Washington chiede a Bruxelles un rinvio per evitare tensioni energetiche

Washington chiede a Bruxelles di rinviare il regolamento sul metano per evitare tensioni energetiche e incertezze sul mercato.

Washington ha chiesto a Bruxelles di rinviare l’entrata in vigore del regolamento UE sul metano, previsto per il 2027, per evitare tensioni sul mercato energetico europeo e ridurre l’incertezza per gli importatori. L’appello, espresso dall’ambasciatore degli Stati Uniti in Europa, Andrew Puzder, si basa su una preoccupazione condivisa da diversi Stati membri e dall’industria, che temono un quadro normativo incompleto possa aumentare i prezzi e le tensioni. L’obiettivo non è eliminare le regole, ma garantire che siano attuabili e non mettano a rischio l’approvvigionamento energetico in un momento di crisi geopolitica.

Un regolamento che rischia di creare problemi

Il Regolamento UE 1787 del 2024 impone agli importatori di idrocarburi di certificare che i processi di estrazione seguano standard di misurazione delle emissioni equivalenti a quelli europei. Per almeno una dozzina di Paesi membri, tra cui l’Italia, questa norma rappresenta un problema. L’Italia, che importa quasi interamente il petrolio e il gas, dipende fortemente da fornitori esterni, tra cui Algeria, Azerbaigian e Stati Uniti. La situazione è ulteriormente complessa per il petrolio, dato che l’Italia lavora 87 milioni di tonnellate di greggio l’anno, quasi interamente importato. La normativa richiede maggiore trasparenza sulle emissioni di metano, imponendo agli importatori UE di petrolio greggio, gas naturale e carbone maggiore trasparenza sulle emissioni di metano. Questo potrebbe creare problemi, soprattutto per i Paesi che non hanno sistemi avanzati di monitoraggio. L’ambasciatore Puzder ha sottolineato che l’inverno sta arrivando e che un rinvio potrebbe eliminare un rischio.

Un rinvio potrebbe evitare tensioni e incertezze sul mercato energetico.

La pressione per un rinvio

Dodici Paesi, tra cui l’Italia, hanno chiesto a Bruxelles di rinviare a tre anni l’applicazione degli obblighi del regolamento, perché la sua attuazione non è attualmente fattibile. La Commissione europea ha risposto con alcune raccomandazioni per facilitare il rispetto degli standard, ma i governi di Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia e Svezia, unitamente all’Italia, restano convinti che un’applicazione rigida possa indurre alcuni produttori a ridurre o sospendere le consegne nell’Unione.

La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che i principali fornitori di gas dell’UE, tra cui Qatar e Stati Uniti, potrebbero incontrare difficoltà nell’importare la materia prima se le regole entrassero immediatamente in vigore. Inoltre, i mercati energetici sono in fibrillazione, con il metano a 82 euro a megawattora e il Brent oltre i cento dollari al barile. La dipendenza critica dell’Italia dalle forniture estere rende la questione particolarmente sensibile.

La normativa potrebbe mettere a rischio l’approvvigionamento energetico in un momento di crisi.

Con volumi di stoccaggio di gas invernali storicamente bassi, l’eliminazione graduale del Gnl russo a gennaio 2027, conflitti geopolitici e decisioni di approvvigionamento per il 2027 prese ora, aspettare che si manifestino problemi di approvvigionamento in Europa prima di agire sul regolamento UE sul metano significa aspettare troppo a lungo. Il sostegno a un rinvio è trasversale: quasi 20 Stati membri dell’UE, eurodeputati e importanti fornitori di energia hanno chiesto uno slittamento.