Moussa Sangare ritratta la confessione: “Non ho ucciso Sharon Verzeni”
Moussa Sangare ritratta la confessione in processo per omicidio Sharon Verzeni.

Il processo per l’omicidio di Sharon Verzeni, 33 anni, uccisa a coltellate la notte tra il 29 e il 30 luglio scorso a Terno d’Isola, nella Bergamasca, ha registrato un colpo di scena. Moussa Sangare, l’imputato accusato dell’omicidio, ha ritratto la confessione resa in estate dopo l’arresto, affermando in aula: “Non ho ucciso Sharon”. L’annuncio, fatto durante la seconda udienza del processo davanti alla Corte d’Assise di Bergamo, ha suscitato reazioni forti tra la famiglia della vittima, che ha espresso profondo dolore e sofferenza.
La confessione ritratta e la perizia psichiatrica
La confessione iniziale di Sangare, resa dopo l’arresto, aveva sconvolto la comunità locale e i parenti della vittima. Tuttavia, durante l’udienza, l’imputato ha rifiutato di riconoscere l’omicidio, sostenendo che non esistono prove contro di lui. La sua dichiarazione ha messo in discussione la validità delle precedenti affermazioni e ha richiesto un ulteriore approfondimento. Per questo motivo, è stata fissata una perizia psichiatrica per valutare la capacità di Sangare di intendere e volere al momento del fatto.
La perizia psichiatrica, affidata alla consulente Giuseppina Paulillo, inizierà il primo aprile e dovrà stabilire se Sangare è in grado di stare in giudizio. La prossima udienza è fissata per il 22 settembre. La famiglia di Sharon Verzeni ha espresso profondo dolore per le parole dell’imputato.
La famiglia Verzeni: “Ci fa soffrire ancora di più”
La famiglia di Sharon Verzeni ha espresso profondo dolore per le parole dell’imputato. L’avvocato Luigi Scudieri, che rappresenta la famiglia e il compagno della vittima, Sergio Ruocco, ha spiegato che la ritrattazione ha aggravato il loro dolore. “Sono molto provati dopo le parole di Sangare”, ha detto Scudieri. La famiglia, unita e forte, ha sottolineato che i momenti difficili non sono finiti, e la confessione ritratta ha reso ancora più pesante il loro dolore.
La comunità di Terno d’Isola, dove l’omicidio ha suscitato sgomento, ha reagito con empatia e solidarietà. Il legale di Sangare, Giacomo Maj, ha rifiutato di commentare le dichiarazioni dell’imputato, affermando che non era un intervento concordato. La famiglia continua a sperare in una verità che possa finalmente portare giustizia.
L’omicidio di Sharon Verzeni, avvenuto mentre stava rientrando a piedi a casa, rimane senza un motivo chiaro. Il video di Sangare che fuggiva in bicicletta dopo l’omicidio è stato determinante per le indagini. Tuttavia, la ritrattazione della confessione ha introdotto un elemento di incertezza nel processo, mettendo in discussione la veridicità delle dichiarazioni precedenti.
La prossima udienza, fissata per il 22 settembre, sarà cruciale per chiarire i fatti e determinare il proseguimento del processo. Mentre la comunità attende con ansia i prossimi sviluppi, la famiglia Verzeni rimane ferma e determinata, cercando di trovare conforto nel loro legame e nella forza che si sono costruiti durante i mesi di dolore.
La famiglia Verzeni ha espresso profondo dolore per le parole dell’imputato.
