Massimo Bossetti: «I miei figli vengono a trovarmi spesso»
Massimo Bossetti parla dei tradimenti della moglie e della sua condanna a ergastolo.

Massimo Bossetti, condannato a ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, continua a sostenere la sua innocenza nonostante i tre gradi di giudizio. L’ex muratore di Mapello (Bergamo), noto per la sua condanna confermata dalla Cassazione il 12 ottobre 2018, ha rifiutato di riconoscere il DNA trovato sugli slip e sui leggins della vittima, affermando che «non può rappresentarmi». L’uomo, che non ha mai visto Yara Gambirasio, ha anche rivelato i tradimenti della moglie Marita Comi, scoperti durante la sua detenzione. «Mi trovarono con la testa nel lavandino», ha detto Bossetti, riferendosi a un episodio che ha segnato la sua vita in carcere. I suoi figli, però, continuano a visitarlo spesso, un dettaglio che ha suscitato emozione e riflessione.
La difesa di Bossetti e le prove contro di lui
Nonostante le prove e i test, Massimo Bossetti non ha mai smesso di dichiarare la sua innocenza. «Non è stato lui a uccidere Yara Gambirasio», ha affermato durante un’intervista a Belve Crime. L’uomo ha sottolineato che il DNA trovato sulla vittima non lo rappresenta, e ha ribadito che non ha mai visto la ragazza. La sua difesa si basa su una serie di contestazioni, ma la Cassazione ha confermato la sua condanna a ergastolo, basata su una serie di indizi e prove. Non sento alcuna colpa addosso, ha detto Bossetti, aggiungendo che porta l’etichetta del mostro.
La vita in carcere e i rapporti con la famiglia
La vita in carcere ha segnato profondamente Massimo Bossetti, tanto da portarlo a tentare il suicidio a causa dei tradimenti della moglie Marita Comi. «Mi trovarono con la testa nel lavandino», ha raccontato, riferendosi a un momento di crisi emotiva. Tuttavia, nonostante le sofferenze, il rapporto con i figli rimane un punto di forza. «I miei figli vengono a trovarmi spesso», ha detto, un dettaglio che ha suscitato emozione e riflessione. La sua famiglia, pur essendo al centro di una storia drammatica, continua a essere un sostegno per lui, anche se la sua condanna a ergastolo ha cambiato per sempre la sua vita.
La sua storia è un mix di dolore, sofferenza e determinazione. Bossetti, pur condannato, non ha mai smesso di combattere per la sua innocenza. La sua voce, sebbene non sia più quella di un uomo libero, continua a risuonare in carcere, con una forza che non si spegne mai. La sua esperienza, però, non è solo una storia di condanna, ma anche di resilienza e di un legame con la famiglia che non si è mai interrotto.
La sua condanna a ergastolo non ha cancellato la sua voce.
La sua condanna a ergastolo, confermata definitivamente il 12 ottobre 2018, non ha cancellato la sua voce. Anche se è in carcere, Massimo Bossetti continua a parlare, a raccontare e a difendere la sua versione degli eventi. La sua storia, pur drammatica, è anche una testimonianza di resilienza e di un legame con la famiglia che non si è mai interrotto. La sua voce, sebbene non sia più quella di un uomo libero, continua a risuonare in carcere, con una forza che non si spegne mai.
