U2 celebra 50 anni con nuove canzoni e un futuro in movimento
U2 celebra 50 anni con nuove canzoni, progetti e iniziative culturali.
Il 25 settembre 2026, cinquant’anni dopo la formazione di U2 in una scuola di Dublino, la band irlandese ha scelto di non fermarsi al ricordo. Con nuove canzoni, iniziative culturali, un ritorno di Larry Mullen Jr. e progetti artistici in corso, il gruppo si presenta come una realtà in continua evoluzione. L’anniversario non è un momento di nostalgia, ma un’occasione per reinventarsi e proseguire la storia. Il gruppo, composto da Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr., ha scelto di celebrare il mezzo secolo non come un monumento, ma come un nuovo inizio.
nuova musica e progetti in corso
Il ritorno discografico degli U2 rappresenta uno dei momenti più significativi del cinquantesimo anniversario. A luglio 2026, Island Records ha annunciato l’uscita di “Street of Dreams”, primo singolo estratto dal nuovo album, il primo lavoro di inediti dopo “Songs of Experience” del 2017. Il disco, previsto per la fine dell’anno, è parte integrante delle celebrazioni. Prima dell’uscita ufficiale, la band ha pubblicato l’EP “Days of Ash”, sei brani inediti che anticipano il nuovo corso artistico. Le indiscrezioni raccolte dai fan club più autorevoli parlano di oltre venti canzoni in lavorazione e di un progetto che potrebbe estendersi oltre un singolo album.
il ritorno di larry mullen jr.
Uno dei temi centrali del cinquantenario riguarda il pieno recupero di Larry Mullen Jr., batterista della band. Dopo diversi interventi chirurgici che lo hanno costretto a saltare alcuni eventi, il suo ritorno in studio è stato descritto come un evento significativo. Già nel 2024, Mullen Jr. aveva dichiarato di essere al lavoro con la band su materiale che avrebbe portato gli U2 verso territori “diversi” rispetto al passato, auspicando anche un ritorno ai concerti nel 2026. Secondo le ricostruzioni del 2026, la sua presenza nelle nuove sessioni di registrazione ha contribuito a ridefinire il sound del progetto celebrativo, riportando la band al nucleo creativo originario.
Il 2026 si sta configurando come un anno di celebrazioni diffuse, nuovi progetti e rilancio creativo. Tra attivismo e riconoscimenti, Bono e The Edge hanno ricevuto il prestigioso Woody Guthrie Prize per l’impegno sociale e umanitario sviluppato nel corso della carriera. A Tulsa, i due musicisti hanno ritirato il premio esibendosi in un set acustico e dialogando con T Bone Burnett. Nel 2026, hanno inoltre partecipato all’inaugurazione dell’Obama Presidential Center di Chicago, eseguendo dal vivo “City of Blinding Lights”. Sono iniziative che confermano come il marchio U2 continui a essere associato non soltanto alla musica ma anche all’intervento nel dibattito pubblico e culturale.
Il grande interrogativo rimane: ci sarà un tour? Ad oggi non esiste alcun annuncio ufficiale di un tour celebrativo per il 2026. Tuttavia, diverse fonti vicine all’ambiente degli U2 indicano che la pianificazione di una tournée mondiale sarebbe in corso, con una possibile partenza nel 2027 e tappe previste tra Europa, Regno Unito, Germania, Italia e Sud America. La cautela è d’obbligo, soprattutto perché negli ultimi mesi sono circolate online numerose notizie non verificate e presunti annunci di tour d’addio che non hanno ricevuto conferme ufficiali dalla band. Quello che appare certo è che il nuovo album è stato concepito anche in funzione di un ritorno sul palco.
Con nuove canzoni, il ritorno di Larry Mullen Jr., iniziative culturali in Irlanda, riconoscimenti istituzionali e la prospettiva di una nuova tournée, gli U2 raccontano una band che, pur celebrando mezzo secolo di storia, non vuole essere percepita come un monumento. Cinquant’anni dopo quel foglio appeso in una scuola di Dublino, il messaggio che arriva da Bono e compagni è chiaro: il cinquantenario non è il punto d’arrivo. È l’inizio del prossimo capitolo.
