Tracce di sperma sui vestiti di Yara: la difesa di Bossetti chiede nuovi accertamenti
La difesa di Bossetti ha trovato tracce di sperma sui vestiti di Yara, potrebbe portare a un nuovo esame del caso.

La difesa di Massimo Bossetti, condannato in via definitiva per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha reso pubblico un elemento che potrebbe influenzare il corso del processo. Gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini hanno scoperto, tra i reperti d’indagine, foto di test rapidi che, a loro avviso, mostravano una positività al liquido seminale sui vestiti della vittima. I test, però, erano stati catalogati come negativi. Questo elemento potrebbe aprire la strada a un nuovo esame del caso, come accaduto per il delitto di Garlasco.
Test positivi ma indicati come negativi
I legali hanno avuto accesso per la prima volta ai reperti nel febbraio 2025, undici anni dopo l’arresto di Bossetti e otto anni dopo che la sua condanna è diventata definitiva. Tra i materiali esaminati, hanno notato foto in alta risoluzione che ritraevano l’esito di test antigeni-anticorpo. Secondo i legali, quei test, che erano stati indicati come negativi, avevano dato esito positivo al liquido seminale. I campioni erano stati prelevati sul giubbotto e sulla felpa della vittima.
La positività dei test è sostenuta anche dal genetista Marzio Capra, ex vicecomandante dei Ris e consulente della difesa di Bossetti. Secondo Capra, siamo davanti a una positività debole, ma del tutto “coerente con un reperto rimasto per tre mesi all’aperto, esposto a pioggia, gelo e intemperie”. Al contrario, in altri test presenti tra i reperti, fa notare Capra, “è stata attribuita una positività certa o debole dove si vede chiaramente che non c’è”.
La richiesta di nuovi accertamenti
I test fotografati non sono più presenti tra il materiale repertato, ma gli indumenti dai quali furono prelevati i campioni sì. “Per noi è fondamentale ripetere ed approfondire questi test”, spiega il genetista della difesa: “Oggi – sottolinea – disponiamo di strumenti tecnologici più precisi e sensibili rispetto al passato, capaci di dare risposte a domande che all’epoca nessuno si è posto”. Lo scorso mese, gli avvocati di Bossetti hanno chiesto al Tribunale di Bergamo di poter fare accertamenti tecnico-scientifici sui reperti e sui campioni biologici ancora esistenti.
Il verdetto è atteso per il prossimo 5 ottobre. La difesa di Bossetti, con il sostegno del genetista Capra, spera di poter confermare la presenza di sperma sui vestiti di Yara e dimostrare che non si tratta di liquido del proprio assistito. In tal caso, si farebbe più che concreta la possibilità di riaprire il caso, come avvenuto per il delitto di Garlasco.
La notizia è stata data in anteprima dal programma tv Le Iene, in onda su Italia 1. La difesa di Bossetti ha sottolineato l’importanza di un nuovo esame, in vista di eventuali nuove prove che potrebbero modificare l’esito del processo.
