L’AI arriva dopo il nostro pensiero, non prima

Roberta Cocco, ex Microsoft e assessora digitale, spiega come l’AI non sostituisce l’uomo ma lo accompagna.

Roberta Cocco, ex dipendente di Microsoft, assessora alla Trasformazione Digitale al Comune di Milano e consulente del ministro Colao nel Governo Draghi, ha rivelato in una recente intervista come l’intelligenza artificiale non debba mai sostituire il pensiero umano, ma accompagnarlo. La sua carriera, che ha visto l’evoluzione da stagista a docente universitario, è diventata il filo conduttore del suo libro Le competenze come infrastruttura del futuro, edito da Egea. In una nuova puntata della rubrica Unstoppable Women, Cocco ha sottolineato l’importanza di non sentirsi mai mancanti e di sperimentare, anche con la tecnologia.

La tecnologia non è un sostituto, ma un supporto

«L’AI arriva sempre dopo il nostro pensiero», ha affermato Cocco, sottolineando che la tecnologia non deve essere vista come un sostituto, ma come un strumento da affiancare. «Non possiamo competere con l’AI, ma non possiamo permetterci di delegare a lei il nostro giudizio», ha aggiunto. La sua esperienza in Microsoft, dove ha lavorato per oltre vent’anni, le ha insegnato a leggere la tecnologia attraverso le persone e i loro bisogni. «Le mie competenze, pur umanistiche, mi hanno permesso di capire come la tecnologia possa servire l’uomo, non il contrario», ha spiegato.

La sfida non è solo tecnologica, ma anche culturale. Cocco ha sottolineato come l’AI non debba essere vista come un’entità a sé stante, ma come un mezzo per migliorare la vita delle persone. «La tecnologia non è un fine, ma un mezzo per migliorare la vita delle persone», ha concluso. La sua voce, forte e chiara, rappresenta un invito a non smettere di sperimentare, anche quando si sente mancanti.

Un mondo in cui le donne devono sperimentare

«Non sono preoccupata per il futuro delle ragazze, ma vorrei comunque lasciare uno spunto per tutte le donne: non sentitevi mai mancanti in qualcosa. Sperimentate, anche con la tecnologia», ha detto Cocco. «Purtroppo a volte facciamo un passo indietro perché non ci sentiamo all’altezza», ha ammesso. La sua esperienza in Microsoft, dove ha iniziato come stagista con una laurea umanistica, le ha insegnato che le competenze si accumulano nel tempo e possono essere utilizzate in modo diverso in contesti diversi. «Tutti noi siamo persone che accumulano competenze ed esperienze nell’arco della vita. Se queste vengono gestite in modo integrato, allora ci permettono di affrontare anche la tecnologia che cambia», ha sottolineato.

«La sfida più grande oggi è non tirarsi indietro nell’accompagnarli, a qualsiasi età, nell’utilizzo di tecnologie», ha aggiunto. «E serve soprattutto dire “no” quando serve. Quando è uscito ChatGPT nel 2023 Elon Musk disse che era finita la stagione dei compiti a casa. Come dovrebbe adattarsi la scuola a questi cambiamenti?», ha chiesto. «La scuola in senso ampio deve essere in grado di sfruttare le nuove tecnologie per aumentare la capacità e il valore dell’apprendimento», ha risposto Cocco. Con il suo libro, Roberta Cocco ha voluto condividere le sue esperienze e le sue riflessioni su come l’AI possa essere un’opportunità per tutti, ma solo se usata con intelligenza e responsabilità. «La tecnologia non è un fine, ma un mezzo per migliorare la vita delle persone», ha concluso. La sua storia è un esempio di come la determinazione e la capacità di adattarsi possano portare a risultati significativi, anche in un mondo in rapida evoluzione.

La responsabilità non è mai delegabile. «Nessuna AI dovrà mai sostituire la responsabilità di chi decide come usarla», ha sottolineato Cocco. «Tutti noi sappiamo scegliere. Dopo tanti anni in Microsoft è diventata assessora alla Trasformazione digitale e Servizi civici del Comune di Milano. Qual è il risultato di cui è più soddisfatta?», ha chiesto. «Il fascicolo digitale del cittadino, creato grazie alla collaborazione dei vari direttori dei singoli dipartimenti. Ci ha permesso di fornire ai cittadini un unico repository mobile di molti documenti, certificati, con possibilità di chiedere appuntamenti, pagamenti e verifiche di pratiche. A Milano sono 1 milione e 600mila le persone che hanno aderito e che lo utilizzano», ha risposto.