Premio “Giulia Cecchettin”: tesi di laurea sull’abuso di genere premiate a Venezia

Premio “Giulia Cecchettin” per tesi di laurea su violenza di genere: premiati i migliori elaborati a Venezia.

Premio “Giulia Cecchettin”: tesi di laurea sull’abuso di genere premiate a Venezia
Premio “Giulia Cecchettin”: tesi di laurea sull’abuso di genere premiate a Venezia

La prima edizione del premio “Giulia Cecchettin”, dedicato alle migliori tesi di laurea e di dottorato su violenza di genere, si è conclusa a Venezia con la cerimonia di premiazione, tenutasi nell’Aula consiliare di palazzo Ferro Fini. L’evento, organizzato dal Consiglio regionale del Veneto, ha visto la partecipazione di importanti figure istituzionali, tra cui il Segretario Generale Roberto Valente, il Presidente dell’Assemblea legislativa Roberto Ciambetti e il Presidente del Corecom Veneto, avvocato Marco Mazzoni Nicoletti. L’obiettivo del premio, istituito dall’articolo 12 della Legge Regionale n. 30/2023, è onorare la memoria di Giulia Cecchettin, promuovere la cultura del rispetto e della non discriminazione, sostenere la ricerca accademica e sensibilizzare sul fenomeno della violenza di genere.

Un’esperienza formativa e toccante

Il Segretario Generale del Consiglio regionale, Roberto Valente, ha espresso emozione e soddisfazione per l’esperienza di presidente della commissione esaminatrice. “È stata senza dubbio l’esperienza più toccante e formativa nella mia lunga carriera amministrativa”, ha detto. Valente ha anche espresso l’auspicio che la seconda edizione del premio possa vedere una giuria composta interamente o al 50% di uomini, per offrire un punto di vista diverso sul fenomeno della violenza contro le donne. “Hanno partecipato al premio anche tre ragazzi, a dimostrazione della sensibilità anche maschile verso il fenomeno della violenza di genere”, ha aggiunto, sottolineando l’importanza di una partecipazione inclusiva.

Le tesi: un approccio multidisciplinare e di grande spessore

Il bando per la prima edizione del premio è rimasto aperto fino al 31 luglio 2025, ricevendo trentaquattro tesi di laurea. Tutti i partecipanti hanno prodotto elaborati di grande spessore, che hanno interessato diverse discipline, come la giurisprudenza, la psicologia, la medicina e la sociologia. Le tesi hanno affrontato il fenomeno della violenza di genere, sia nel contesto regionale del Veneto che in quello nazionale, esplorando aspetti come le cause socioculturali, le conseguenze psicologiche e sociali, le politiche di prevenzione e intervento, e le strategie di sensibilizzazione pubblica. La commissione esaminatrice, composta interamente da dirigenti donne del Consiglio regionale, ha deciso di consegnare a tutti i partecipanti un attestato di merito, proprio alla luce dello spessore notevole dei lavori presentati.

La commissione ha apprezzato l’approccio sociologico, criminologico e giuridico utilizzato per analizzare il ruolo dei familiari come vittime secondarie e indirette del femminicidio, nonché i servizi di supporto resi disponibili. “La tesi affronta in maniera concreta e attuale il fenomeno della violenza di genere”, ha sottolineato la motivazione del premio. La tesi di Sofia Baldin ha offerto notevoli spunti di riflessione per la realtà di oggi e per il futuro.

Il primo premio, di 4 mila euro, è andato a Sofia Baldin per la tesi intitolata “Violenza contro le donne e forme di vittimizzazione. Un’indagine qualitativa a partire dalle esperienze dei familiari delle vittime di femminicidio”. La motivazione ha sottolineato come la tesi abbia affrontato in maniera concreta e attuale il fenomeno della violenza di genere, esplorando approfonditamente le conseguenze degli episodi di violenza nei confronti di coloro che ne sono colpiti.

Il secondo premio, ex aequo, è stato assegnato a Antonio Di Pietro, Alice Giorato e Erika Zucchetti. Antonio Di Pietro, con la tesi “Violenza di genere online: pratiche e resistenza”, ha illustrato il fenomeno del femminicidio e della violenza di genere attraverso un approccio multidisciplinare e qualitativo, toccando tematiche legali, sociali, psicologiche e tecnologiche. Alice Giorato, con la tesi “Femminicidio e arte. “Artivismo” femminista in Italia e in Messico”, ha fondato attivismo e arte come mezzo di espressione, denuncia e sensibilizzazione. Erika Zucchetti, con la tesi “L’impatto della copertura mediatica dei casi di femminicidio sull’opinione pubblica. Analisi critica e riflessioni sul caso di Giulia Cecchettin”, ha sottolineato come i media non si limitino solo a informare, ma possano anche influenzare le coscienze pubbliche.