La Cassazione conferma l’ergastolo a Innocent Oseghale per l’omicidio di Pamela Mastropietro
La Cassazione conferma l’ergastolo per Innocent Oseghale, colpevole dell’omicidio e violenza sessuale su Pamela Mastropietro.

La Cassazione ha confermato definitivamente l’ergastolo per Innocent Oseghale, il 35enne nigeriano accusato dell’omicidio e della violenza sessuale sulla 18enne romana Pamela Mastropietro. La sentenza, resa definitiva il 24 gennaio 2024, chiude un caso che ha scosso l’opinione pubblica e ha visto la famiglia della vittima attendere anni per la verità. La madre di Pamela, Alessandra Verni, ha espresso soddisfazione, ma ha anche chiesto di «cerchino i complici» per chiarire eventuali coautori dell’atto criminoso.
La storia di Pamela Mastropietro
Pamela Mastropietro, 18 anni, fu uccisa e fatta a pezzi nel 2018 a Macerata. La sua scomparsa fu notata quando un passante notò due valigie in campagna, inizialmente pensate contenenti droga o refurtiva. L’intervento delle forze dell’ordine rivelò i resti della ragazza, che era fuggita dalla comunità Pars di Corridonia, in provincia di Macerata, a fine gennaio 2018, lasciando documenti e cellulare. Le indagini portarono al nigeriano Innocent Oseghale, che fu successivamente condannato in diversi processi.
La sentenza della Cassazione
La Cassazione ha respinto il ricorso della difesa di Oseghale, che aveva contestato l’aggravante della violenza sessuale. Secondo il pg della Suprema Corte, Francesca Maria Loy, la «sussistenza della violenza sessuale si basa sulla prova logica», e il ricorso era considerato «inammissibile». La sentenza ha confermato che il rapporto sessuale non era consensuale e che non si era verificato nel sottopasso, ma nell’abitazione. La difesa aveva sostenuto che non ci fossero prove sufficienti per sostenere lo stupro, ma la Cassazione ha respinto questa tesi.
La madre di Pamela, Alessandra Verni, ha commentato la sentenza dicendo: «Da sei anni aspettavo questo momento, è quello che speravo». Tuttavia, ha anche espresso la sua preoccupazione per il futuro di Oseghale, chiedendo che non esca di prigione in soli 10 anni. «La battaglia non finisce qui. È stata fatta giustizia, ma ora si cerchino i complici», ha aggiunto.
La richiesta di giustizia e la memoria della vittima
Alessandra Verni ha annunciato che, in occasione dell’anniversario della morte di Pamela, il 30 gennaio, organizzerà una fiaccolata per ricordare la sua figlia. «Non voglio che esca di prigione tra soli 10 anni», ha detto, sottolineando la sua preoccupazione per la pena inflitta a Oseghale. La madre ha anche espresso la sua speranza che la giustizia abbia finalmente portato una risposta ai familiari della vittima, ma ha ribadito che la battaglia non è ancora finita.
La sentenza della Cassazione chiude un caso che ha suscitato emozioni e dibattiti, ma non risolve completamente le domande su chi potesse aver contribuito all’atto criminoso. La famiglia di Pamela continua a cercare la verità, anche se la giustizia ha finalmente dato un riscontro concreto.
