Papa Leone XIV annuncia intervento chirurgico al polmone dopo l’angelus, precedenti storici e reazioni istituzionali

Papa Leone XIV annuncia intervento chirurgico al polmone dopo l’angelus, precedenti storici e reazioni istituzionali

Il Papa, Leone XIV, ha annunciato durante l’angelus di domenica 11 ottobre che i medici hanno individuato un nodulo circoscritto al polmone e che nei prossimi giorni sarà sottoposto a intervento chirurgico. L’annuncio, reso pubblico in prima persona, ha suscitato reazioni istituzionali e di preghiera da parte di vescovi e autorità civili. L’operazione si svolgerà al Policlinico Gemelli, come confermato da Vatican News. L’evento si colloca in una tradizione storica: dal XIX secolo a oggi, cinque Papi hanno subito interventi chirurgici durante il loro pontificato.

Un intervento programmato, non d’urgenza

Il Papa ha spiegato che il nodulo è stato individuato in una fase iniziale e ben localizzato, e i medici hanno ritenuto opportuno rimuoverlo. L’intervento è previsto nei primi giorni della prossima settimana, con un ricovero post-operatorio di circa una settimana. La natura del nodulo non è stata resa nota. La scelta di comunicare l’annuncio in piazza San Pietro, come ha fatto Giovanni Paolo II nel luglio 1992, ha suscitato un’attenzione particolare, anche se il Papa ha chiarito che la decisione è stata presa seguendo i consigli dei medici. La comunicazione diretta ha riacceso un precedente storico. Il Papa ha scelto di parlare in prima persona, un approccio simile a quello di Giovanni Paolo II nel 1992, quando annunciò l’operazione per un tumore intestinale. A differenza di allora, il Papa ha indicato con chiarezza la natura del nodulo e la decisione presa. L’informazione è arrivata in modo diretto, senza passare attraverso i portavoce, come è stato spesso fatto negli ultimi anni.

Precedenti storici dei Papi in sala operatoria

Dalla fine dell’Ottocento a oggi, cinque Papi hanno subito interventi chirurgici durante il loro pontificato. Il primo fu Leone XIII, che nel marzo 1899 fu operato per l’asportazione di una cisti infiammata. Paolo VI, nel 1967, fu operato alla prostata per una patologia benigna. Giovanni Paolo II, noto per diversi interventi, tra cui l’urgenza dopo l’attentato del 1981, ha reso familiare il Policlinico Gemelli ai fedeli. Benedetto XVI fu operato al polso destro ad Aosta nel 2009, mentre Papa Francesco, in gioventù, ha subito l’asportazione di una parte del polmone. Leone XIV si avvia a diventare il sesto Papa a subire un intervento chirurgico durante il pontificato.

La tradizione si ripete con un annuncio diretto. Il Papa ha scelto di comunicare l’informazione in piazza, un approccio che ha suscitato reazioni immediate e spontanee. La decisione di sottoporsi a intervento chirurgico è stata presa in base ai consigli dei medici, senza alcun elemento di urgenza. L’operazione si svolgerà al Policlinico Gemelli, un luogo che ha visto diversi interventi di Papi nel corso della storia.

Le reazioni sono state immediate e spontanee. Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, ha espresso vicinanza e gratitudine, sottolineando che “Santo Padre, non è solo!” Il vicario generale di Roma, cardinale Baldassare Reina, ha assicurato vicinanza e preghiera. Dall’America, il cardinale Paul S. Coakley ha unito i vescovi statunitensi alla preghiera, chiedendo che “la mano dei chirurghi di Papa Leone sia guidata da Gesù Cristo, il medico divino”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rinnovato l’augurio di una serena convalescenza e di pronto ristabilimento. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso certezza del sostegno del popolo italiano.

La preghiera si estende a livello globale. La notizia ha suscitato attenzione in Uruguay, dove la Conferenza episcopale ha confermato che non sono previste modifiche all’agenda del viaggio apostolico in America Latina. Il cardinale Daniel Sturla, arcivescovo di Montevideo, ha chiesto di pregare per la pronta guarigione del Papa e di proseguire con “ancora più slancio” la preparazione della visita. La vicinanza spirituale e materiale si estende a livello globale, con la preghiera come elemento comune tra credenti e non credenti.