Calore e siccità minacciano i redwood, alberi simbolo della costa californiana
Studi evidenziano il rischio per i redwood a causa del calore e della siccità.
Le foreste di redwood, simbolo della costa californiana, stanno affrontando un aumento del calore e della siccità, con conseguenze potenzialmente gravi per la loro salute e per l’ecosistema che li circonda. Secondo uno studio condotto da ricercatori dell’Università della California a Davis, i redwood, noti per la loro altezza e longevità, stanno rallentando la fotosintesi durante i periodi di estrema calura, un fenomeno che potrebbe portare a una riduzione della capacità di assorbire carbonio e a un’incapacità di crescere come prima. Questo problema, che si sta aggravando con l’aumento delle temperature globali, mette in pericolo non solo i redwood, ma anche le specie che li abitano e l’equilibrio del loro ecosistema.
Un sistema complesso a rischio
I redwood, che possono vivere oltre mille anni, sono non solo alberi ma interi ecosistemi. Dalla radice alla cima, i loro canopi si sviluppano in una sorta di “secondo suolo” a centinaia di metri di altezza, ospitando creature come il salamandrina errante e il murretto marino. Questi ecosistemi, però, sono in pericolo a causa del riscaldamento globale. Secondo Lily Klinek, dottoranda all’Università della California a Davis, i fogli di redwood si riscaldano più velocemente del loro ambiente circostante, e non riescono a raffreddarsi abbastanza durante le ondate di calore. Questo porta a una chiusura dei loro stomati, riducendo l’assorbimento di anidride carbonica e, di conseguenza, la crescita.
La fotosintesi si riduce durante le ondate di calore. I redwood, durante i periodi di estrema calura, non riescono a mantenere la fotosintesi a causa del sovraccarico termico. Questo fenomeno potrebbe portare a una riduzione della capacità dei redwood di supportare la vita che li circonda, comprese le specie che si nutrono dei loro frutti e dei loro canopi.
Un’alimentazione in pericolo
La fotosintesi, processo attraverso il quale i redwood assorbono anidride carbonica e producono energia, è essenziale per la loro crescita. Tuttavia, durante le ondate di calore, i redwood non riescono a mantenere questa attività a causa del sovraccarico termico. “Non solo è un feedback negativo sul sistema climatico, con una riduzione della sequesterazione del carbonio, ma i redwood stessi non cresceranno più tanto,” ha spiegato Anthony Ambrose, un ecologo della fisiologia vegetale e cofondatore dell’Ancient Forest Society. La riduzione della nebbia mina la loro sopravvivenza. La nebbia, che si forma nei loro canopi, fornisce acqua e ombra, creando un microclima fresco e umido. Tuttavia, con l’aumento delle temperature e la riduzione della nebbia, i redwood stanno perdendo questa fonte di raffreddamento. “È come se loro e i loro ecosistemi avessero un’aria condizionata che si sta spegnendo,” ha commentato Todd Dawson, un ecologo della University of California Berkeley.
Nonostante i redwood sembrino riprendersi quando le temperature tornano a normali, la situazione non è ancora risolta. “I redwood sembrano farcela dopo le ondate di calore,” ha detto Klinek. “Ma non sappiamo se saranno in grado di riprendersi se il calore diventerà più intenso e più frequente.” Per ora, le specie che vivono nei redwood continuano a trovare rifugio nei loro canopi, ma la loro sopravvivenza dipende da una riduzione del riscaldamento globale e da una maggiore attenzione alla protezione di questi ecosistemi unici.
- Redwood: alberi giganteschi che possono vivere oltre mille anni.
- Studi recenti: evidenziano un rallentamento della fotosintesi durante le ondate di calore.
- Riduzione della nebbia: un fattore chiave per la sopravvivenza dei redwood.
- Impatto sull’ecosistema: riduzione della capacità di assorbire carbonio e crescita.
La salute dei redwood non è solo una questione di conservazione, ma un problema globale. Questi alberi, che immagazzinano più carbonio per ettaro di qualsiasi altro tipo di foresta, giocano un ruolo cruciale nel mantenere l’equilibrio del pianeta. Se non si interviene, il loro declino potrebbe avere conseguenze a lungo termine per l’ambiente e per le specie che li circondano.
