Padre Ignatius: “Non lasceremo Kherson”. L’appello per affrontare l’inverno senza riscaldamento

Padre Ignatius chiede aiuti per affrontare l’inverno a Kherson, dove la popolazione è in grave difficoltà.

Kherson, 14 ottobre 2026 – Il rettore del monastero basiliano di San Volodymyr il Grande, Padre Ignatius, ha lanciato un appello per affrontare l’inverno in una città in cui la situazione umanitaria si è aggravata. La popolazione, ridotta da circa 600.000 a 20.000 abitanti, vive in condizioni di estrema precarietà, con le vie di rifornimento interrotte e i grandi camion che portano aiuti umanitari spaventati dagli attacchi dei droni russi. Padre Ignatius ha dichiarato: «Non lasceremo Kherson». La città, liberata nel novembre 2022, è ora un luogo di sofferenza, dove il freddo e la mancanza di riscaldamento minacciano la vita dei suoi ultimi abitanti.

La situazione umanitaria peggiora

Le centrali termiche, che avrebbero dovuto fornire il riscaldamento alla città, sono state completamente distrutte. «Ora si cerca di fare qualcosa, ma non si sa come sarà questo inverno», ha spiegato Padre Ignatius. La popolazione, spaventata, non sa dove andare né come vivere. Alcuni lasciano la città, altri temono di partire per non sapere dove andare. «La gente è spaventata e non sa cosa fare», ha aggiunto il religioso. La mancanza di elettricità e acqua rende la situazione ancora più drammatica, con i prezzi dei prodotti alimentari che salgono a causa del carburante costoso e dei rischi di consegna.

Le vie di rifornimento sono interrotte e i camion temono gli attacchi. Gli aiuti umanitari, che un tempo erano frequenti, ora arrivano con maggiore difficoltà. «Peggiora perché, a causa degli attacchi russi e dei droni russi, le vie di rifornimento vengono spesso interrotte e i grandi camion che vorrebbero portare gli aiuti umanitari hanno paura di venire qui, perché potrebbero essere colpiti dai droni russi», ha spiegato Padre Ignatius. Anche le missioni umanitarie, che erano presenti soprattutto nel 2023 e nel 2024, ora sono diventate molto più rare.

Un appello per l’aiuto umanitario

Padre Ignatius ha chiesto aiuto per le persone che rimarranno a Kherson durante l’inverno. «Gli abitanti di Kherson che rimarranno in città durante l’inverno avranno bisogno di un sostegno particolare», ha detto. Tra le necessità principali, ci sono vestiti caldi, coperte pesanti, sacchi a pelo e biancheria termica. «Vorrei chiedere anche coperte pesanti, affinché la gente possa coprirsi», ha spiegato. Inoltre, sono necessari dispositivi per ricaricare i telefoni cellulari, come power bank e stazioni di ricarica portatili, per mantenere i contatti con i familiari o i servizi di emergenza.

Il monastero non è immune alle difficoltà. «Non possiamo abbandonarli», ha detto Padre Ignatius. «Non è facile, ma crediamo che sia il nostro dovere». Il monastero, però, non è in grado di fornire il riscaldamento necessario. «Probabilmente anche il monastero rimarrà senza riscaldamento quest’anno», ha ammesso. La comunità religiosa, però, non intende abbandonare la città. «Non lasceremo Kherson», ha ripetuto il rettore, con una voce ferma ma piena di speranza.

Attraverso l’amicizia con i volontari italiani di Frontiere di Pace, il monastero ha chiesto un sostegno concreto per le persone rimaste a Kherson. «Vi chiedo con tutto il cuore, se ne avrete la possibilità, di aiutarci e di non lasciare senza speranza le persone che rimarranno a Kherson», ha concluso Padre Ignatius. L’appello, lanciato in un momento di grave crisi, è un richiamo a non dimenticare chi vive in mezzo al caos e alla guerra.