Munich abbandona software proprietario per open source, ma non torna al desktop Linux
Munich abbandona software proprietario per open source, ma non torna al desktop Linux.
Munich ha scelto di abbandonare i software proprietari in favore di soluzioni open source, ma non sta tornando al desktop Linux. La città, che una volta era un punto di riferimento per l’adozione del sistema operativo open source, ora si concentra su una strategia più pragmatica, mirata a ridurre la dipendenza da prodotti commerciali e a garantire un controllo maggiore sulle infrastrutture digitali. La decisione, annunciata da Laura Dornheim, chief digital officer di Munich, si basa su una combinazione di motivazioni tecniche e politiche, con un focus su costi, flessibilità e condivisione di software tra enti pubblici.
Un ritorno al software open source, ma non al desktop Linux
Nonostante il passato di Munich come pioniere del desktop Linux, la città non sta reintroducendo il sistema operativo open source come base per le sue workstation. Dornheim ha chiarito che il focus attuale è su una transizione graduale, mirata a sostituire singoli strati di infrastruttura proprietaria con alternative open source, senza ripristinare un’intera migrazione al desktop Linux. Questo approccio, spiega, è legato alla necessità di mantenere il sostegno politico necessario per sostenere l’adozione di software open source a lungo termine. La strategia di Munich non è un ritorno al passato, ma una scelta moderna per garantire flessibilità e controllo. La città ha già iniziato a sostituire alcuni strumenti proprietari con soluzioni open source, come Proxmox al posto di VMware, OpenProject e XWiki al posto di Jira e Confluence, e PostgreSQL al posto di Oracle. Questi cambiamenti, che si stanno dimostrando economicamente vantaggiosi, rappresentano un passo verso una maggiore autonomia digitale.
Da Linux a open source: una strategia diversa
La transizione da Linux al software open source non è un ritorno al passato, ma una strategia moderna per garantire flessibilità, controllo e condivisione. La città ha anche adottato un approccio più strutturato, creando un ufficio dedicato per il software open source e promuovendo la condivisione di software tra enti pubblici. Questo modello, che include l’idea di “public money, public code”, mira a rendere disponibili i prodotti sviluppati con fondi pubblici per altri enti, migliorandone l’efficienza e la trasparenza.
La condivisione di software tra enti pubblici è un elemento chiave della strategia di Munich. La città non si limita a utilizzare software open source, ma si impegna attivamente a sviluppare e condividere soluzioni per altri enti. Ad esempio, il software DAVe, utilizzato per l’analisi dei dati del traffico, è stato adottato anche da Wolfsburg. Dornheim ha sottolineato che questa collaborazione dovrebbe diventare routine, non un caso fortuito. L’obiettivo è creare una struttura più organizzata per la condivisione di software tra enti pubblici, garantendo un accesso più facile a soluzioni open source.
La città sta anche investendo nell’ecosistema open source, come il programma Open Source Sabbatical, che supporta sviluppatori che contribuiscono a progetti open source. Questi sforzi, insieme alla riduzione dei costi e al controllo maggiore sulle infrastrutture, stanno portando a un miglioramento significativo nella gestione digitale di Munich. La strategia, pur non ripristinando il desktop Linux, rappresenta un passo importante verso una maggiore autonomia e sostenibilità digitale.
- Abbandono di software proprietario in favore di open source
- Transizione graduale, non un ritorno al desktop Linux
- Condivisione di software tra enti pubblici
- Investimenti nell’ecosistema open source
La scelta di Munich dimostra che l’adozione di software open source non deve necessariamente implicare un ritorno al desktop Linux, ma può rappresentare una strategia più flessibile e sostenibile per la gestione digitale. La città, pur non essendo più un pioniere del desktop Linux, continua a giocare un ruolo chiave nel promuovere l’uso di software open source a livello pubblico, con un focus su costi, controllo e condivisione.
