Munich negozia un ERE per ridurre il numero di negozi in Spagna

Munich valuta un ERE per ridurre 65 posti di lavoro in Spagna, concentrandosi su negozi in perdita.

Negozio di calzature in Spagna, dipendenti in attesa di decisione su un ERE
Negozio di calzature in Spagna, dipendenti in attesa di decisione su un ERE

Munich, azienda di calzature fondata nel 1939 e con sede a Capellades (Barcelona), sta negoziando un ERE per ridurre il numero di dipendenti in Spagna. L’azienda, controllata dalla famiglia Berneda, ha confermato che il piano riguarda circa 65 lavoratori, concentrati principalmente sui negozi in perdita. L’obiettivo è chiudere circa una quindicina di punti vendita in città come Madrid, Barcelona, Sevilla e Málaga. L’annuncio, diffuso il 2 agosto 2026, segue un periodo di ristrutturazione del retail e della distribuzione, come aveva anticipato il CEO Xavier Berneda durante un’intervista su Palco23 a febbraio dello stesso anno.

Un piano di riduzione di costi in un settore in difficoltà

Secondo fonti legali dei lavoratori coinvolti, la direzione di Munich ha affermato di dover affrontare una riduzione dei ricavi derivanti dalle vendite fisiche. L’azienda ha spiegato che l’obiettivo è di reindirizzare le risorse verso canali più redditizi, come l’e-commerce. Tuttavia, i sindacati sostengono che l’azienda mira a ridurre il numero di negozi senza mantenere i posti di lavoro, pur avendo espresso disponibilità a ridurre il numero di chiusure. La situazione è ulteriormente complessa dal fatto che i contratti dei negozi variano, rendendo difficile un approccio uniforme.

Un processo accelerato e una compensazione in più fasi

La rappresentanza legale dei dipendenti ha denunciato che l’azienda vuole accelerare il processo di ERE, che al momento è in fase di consultazione fino a metà agosto. Inoltre, Munich ha proposto di pagare l’indennità legale per i licenziamenti in più rate, anziché in un’unica soluzione. Questo approccio potrebbe aiutare a mitigare l’impatto economico sui lavoratori, ma non risolve la questione del numero di posti di lavoro in pericolo. L’azienda ha anche precisato che il processo di chiusura non è uniforme, a causa delle diverse condizioni contrattuali dei negozi.

La società, che ha una fatturazione annuale di circa 80 milioni di euro negli anni precedenti, non ha ancora reso pubblici i dati del 2025. Tuttavia, la riduzione del numero di negozi fisici rappresenta un passo significativo per la strategia di ristrutturazione del retail. La rappresentanza legale dei lavoratori ha sottolineato che, nonostante le dichiarazioni di apertura, l’azienda sembra mirare a un taglio netto dei costi, anche a scapito della continuità dei posti di lavoro. L’evento rappresenta un ulteriore segno di una crisi nel settore del retail in Spagna, dove la domanda sta calando e le aziende devono adattarsi a nuove dinamiche di consumo.

La decisione di Munich riflette una tendenza più ampia nel settore del retail, dove le aziende devono adattarsi a nuove sfide economiche e di consumo. La riduzione del numero di negozi fisici potrebbe essere un passo necessario per migliorare la redditività, ma ha un impatto significativo sui dipendenti coinvolti. La rappresentanza legale ha sottolineato che l’azienda non ha mostrato una volontà reale di mantenere i posti di lavoro, pur avendo espresso disponibilità a ridurre il numero di chiusure. L’accelerazione del processo di ERE e la proposta di pagamento in più fasi potrebbero aiutare a mitigare l’impatto, ma non risolvono la questione del numero di posti di lavoro in pericolo.

  • Munich ha confermato la riduzione di circa 65 posti di lavoro in Spagna.
  • La decisione è motivata da una riduzione dei ricavi derivanti dalle vendite fisiche.
  • La rappresentanza legale dei dipendenti ha denunciato un piano di riduzione non uniforme.
  • L’azienda ha proposto di pagare l’indennità in più fasi.

La situazione rappresenta un momento di tensione per i dipendenti coinvolti, che dovranno affrontare un cambiamento significativo nel loro lavoro. L’azienda, pur avendo espresso disponibilità a ridurre il numero di chiusure, sembra concentrarsi su una strategia di riduzione dei costi, anche a scapito della stabilità dei posti di lavoro. La decisione di Munich riflette una tendenza più ampia nel settore del retail, dove le aziende devono adattarsi a nuove sfide economiche e di consumo.