Roberto Cerino, comandante del carcere di Avezzano, si ritira dopo una carriera di servizio e dedizione
Roberto Cerino, comandante del carcere di Avezzano, si ritira dopo una carriera di servizio e dedizione. Un percorso di responsabilità e umanità.
Roberto Cerino, comandante del carcere di Avezzano, ha concluso il proprio servizio attivo dopo una carriera che ha visto crescere e maturare competenze, responsabilità e una forte capacità di relazione. Il pensionamento, annunciato con un messaggio di stima da parte del segretario nazionale del Cnpp-Spp, Mauro Nardella, segna la fine di un percorso professionale che ha visto il comandante operare in contesti complessi e delicati, dimostrando una combinazione unica di intelligenza e umanità.
Un percorso di crescita e responsabilità
La carriera di Cerino inizia nel 1987, quando viene assunto come agente ausiliario nell’Amministrazione penitenziaria. Nel 1988 consegue il grado di agente e viene assegnato alla storica struttura della Badia di Sulmona, dove presta servizio prima della chiusura dell’istituto, avvenuta nel 1993. Tra il 1991 e il 1992 acquisisce il grado di sovrintendente e viene trasferito alla Casa circondariale dell’Aquila, dove inizia a maturare esperienze significative.
La sua carriera ha visto incarichi sempre più delicati, tra cui quello di coordinatore in aliquota Direzione/GOM presso i reparti destinati alla detenzione in regime di 41-bis. Nel 2004 e nel 2011 dirige il Nucleo traduzioni e piantonamenti della Casa circondariale dell’Aquila e coordina l’aula di udienza presso il tribunale aquilano, occupandosi delle attività organizzative connesse a un importante procedimento giudiziario riguardante la criminalità organizzata albanese. Parallelamente all’attività operativa, Cerino prosegue il proprio percorso formativo e nel 2006 consegue la laurea in Scienze giuridiche. Nel 2007 raggiunge il grado di sostituto commissario, assumendo successivamente anche funzioni di coordinamento. Tra il 2019 e il 2024 prosegue la propria progressione professionale, raggiungendo i gradi di vice commissario, commissario e commissario capo.
Un rapporto di stima e di fiducia
Il rapporto tra Cerino e Mauro Nardella, segretario nazionale del Cnpp-Spp, è nato all’Aquila e si è consolidato successivamente a Sulmona, dove i due hanno avuto modo di ritrovarsi professionalmente. «Cerino ho avuto modo di conoscerlo a L’Aquila, per poi avere la fortuna di rincontrarlo a Sulmona. Una persona schietta e sincera. Fraterna nei confronti di chi ha operato alla pari in fatto di età e paterna nei confronti dei giovani agenti», ricorda Nardella.
Di lui porterò il ricordo di chi all’intelligenza sopraffina partorita dal suo cervello ha aggiunto l’umanità di un cuore, quello suo, davvero encomiabile.
«A riprova delle mie affermazioni ci sono gli attestati di stima che tutti, dico proprio tutti, gli hanno sempre tributato. L’auspicio è che in tanti ne emulino le sue capacità umane», conclude Nardella, riconoscendo il valore di un professionista che ha lasciato un segno indelebile nel cuore di chi lo ha conosciuto. La conclusione del servizio attivo non cancella il percorso compiuto né i rapporti costruiti negli anni con colleghi e collaboratori. Ad attenderlo c’è anche un possibile ulteriore riconoscimento: la proposta per il conferimento dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, avanzata dalla Direzione del penitenziario di Belluno. L’eventuale conferimento dovrà seguire il previsto iter istituzionale.
Il ritorno nella regione arriva nel febbraio 2025, quando viene assegnato in missione come vice comandante al supercarcere di Sulmona. Il suo contributo operativo viene indicato come fondamentale per l’apertura del reparto “Oro” e per il coordinamento di diverse operazioni che hanno portato al rinvenimento di droga e telefoni cellulari nel reparto di Alta sicurezza. Il suo contributo operativo è stato riconosciuto anche per il ruolo di comandante di reparto presso il carcere di Avezzano, dove ha svolto attività di relatore in seminari dedicati alla funzione della pena. È proprio da Avezzano che si chiude il suo percorso professionale, dopo decenni trascorsi in un settore nel quale competenza, equilibrio e capacità di gestione rappresentano requisiti essenziali.
