Nicola Bartolini annuncia il ritiro: «That’s all, folks»

Nicola Bartolini, ex campione del mondo di ginnastica, annuncia il ritiro dopo una carriera straordinaria e un’identità inconfondibile.

Nicola Bartolini, ginnasta azzurro, annuncia il ritiro con un messaggio iconico
Nicola Bartolini, ginnasta azzurro, annuncia il ritiro con un messaggio iconico

Nel cuore della notte del 30 luglio 2026, Nicola Bartolini ha detto addio alla ginnastica artistica con un messaggio che ha fatto il giro del mondo: «That’s all, folks». Il quartese, trent’anni compiuti a febbraio, ha annunciato il ritiro dopo una carriera fatta di successi, sfide e una determinazione senza pari. Dopo aver conquistato il titolo iridato nel corpo libero nel 2021, il ginnasta azzurro ha scelto di chiudere un’era che lo ha visto crescere da un bimbo a un uomo, spesso in mezzo a porte sbattute e critiche. La sua storia, però, non è solo di vittorie: è anche di resilienza, di scelte personali e di un’identità che non ha mai tradito.

Una carriera fatta di sfide e successi

La carriera di Bartolini ha visto il passaggio da un’infanzia in palestra a un vertice mondiale. Partito dalla palestra dell’Amsicora, dove Giampaolo Murtas lo ha avviato alla ginnastica artistica, il ragazzo ha raggiunto i massimi livelli del mondo, tra cui il titolo iridato a Kitakyushu nel 2021. Ma non è stato un percorso senza ostacoli. L’ha affrontato con la determinazione che lo ha reso un campione. «Mi hai reso uomo e se sono quello che sono è merito tuo», ha detto nel discorso d’addio rivolto alla ginnastica artistica, come Kobe Bryant aveva fatto con il basket.

Non ha mai accettato l’idea di smettere di essere se stesso e da questo punto di vista ha poco senso criticarlo. Per vincere le gare importanti, come i due scudetti con la Pro Patria Bustese, il Mondiale e la finale olimpica con l’Italia a Parigi 2024, serviva un carattere forte, totale fiducia in se stessi e determinazione per andare dritto verso l’obiettivo, senza farsi distrarre.

La passione per i tatuaggi e la sua identità

Un aspetto che ha sempre contraddistinto Bartolini è la sua passione per i tatuaggi. Non solo un hobby, ma una forma di espressione personale che ha accompagnato i suoi successi. «Se fa schifo avere un campione del mondo…», ha detto sarcastico quando si è sentito scartato dai team dei corpi militari per la sua passione. Non ha mai accettato di smettere di essere se stesso, e questa determinazione lo ha portato a vincere gare importanti.

La sua storia è un esempio di come la fiducia in se stessi e la determinazione possano portare a traguardi straordinari. «Un giorno racconterò ai miei figli questa magnifica storia e spiegherò cosa vuol dire avere un sogno e raggiungerlo», ha detto nel suo discorso d’addio. La sua carriera, fatta di successi e di sfide, è un’eredità che merita di essere riletta e tramandata. Nonostante le porte sbattute e le critiche, Bartolini ha sempre scelto di restare fedele a se stesso. Dalla scelta di non seguire la strada del calcio, alla partecipazione al reality «Ginnaste – Vite parallele», la sua contemporaneità è stata sempre urlata e in tanti modi. Ora, con un «That’s all, folks», chiude un’era che lo ha visto crescere, vincere e diventare un simbolo della ginnastica italiana.

La sua storia è un’altra versione della magnifica storia di un sogno realizzato.