AI Act rinviato, ma non per i log: il giudice può richiederli
L’AI Act è stato rinviato, ma i log restano obbligatori. Il giudice può richiederli e le imprese devono documentare i sistemi di intelligenza artificiale.
L’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, è stato rinviato, ma non per i log. Il giudice può richiederli e le imprese devono documentare i sistemi di intelligenza artificiale. Il rinvio non ha fermato il decreto 160/2026, che ha introdotto obblighi come il reato, la responsabilità 231 e la possibilità di richiedere i log in giudizio. Mentre Bruxelles allunga il calendario, Roma ha portato l’intelligenza artificiale nel Codice penale e nelle regole sul risarcimento del danno.
Log e responsabilità: il giudice chiede i dati
Un log, una riga di testo con la data e l’ora davanti, come 14:32:07, il cliente fa una domanda, 14:32:09, la macchina risponde, è diventato una prova. Dal 30 settembre, con il decreto legislativo 160/2026, chi subisce un danno da un sistema di AI può chiedere al giudice di ordinarne l’esibizione. Tuttavia, molte imprese non hanno i log in mano: sono sui server di fornitori esterni, spesso fuori dall’Unione. Il rinvio dell’AI Act ha spostato alcune scadenze, ma non ha toccato l’obbligo di trasparenza, come l’avviso che un chatbot non è una persona. Il giudice può richiedere i log, ma molte imprese non li possiedono. Il rinvio ha spostato la data per alcuni obblighi, ma non per quelli che riguardano la trasparenza. Chi non rispetta l’obbligo di avvisare chi dialoga con un chatbot rischia sanzioni fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato annuo.
Obblighi già in vigore: trasparenza e divieti
Quali obblighi dell’AI Act sono già in vigore? Un chatbot che risponde ai clienti di un’azienda di Padova, venti dipendenti, un negozio online di ricambi per biciclette, deve avvisare chi dialoga con un chatbot. È l’obbligo di trasparenza dell’articolo 50 dell’AI Act, che il rinvio non ha toccato. Chiede di avvisare chi dialoga con un chatbot, di dichiarare i deepfake e di marcare i contenuti sintetici prodotti dall’AI.
Il calendario ha già un’altra data segnata. Il 2 dicembre finisce il periodo transitorio per la marcatura dei contenuti dei sistemi generativi già sul mercato. Lo stesso giorno scattano due nuovi divieti: sulle immagini intime non consensuali e sul materiale pedopornografico generati con l’intelligenza artificiale. Il rinvio ha spostato la data dell’esame. Le regole che valgono per il negozio di Padova sono già qui. Il rinvio non ha fermato l’obbligo di trasparenza, ma ha spostato altri termini. Il 2 dicembre 2027 è il giorno dell’esame, non quello in cui si apre il libro. E il libro, alla fine, è quella riga. Data, ora, domanda, risposta. Da qualche parte esiste. Bisogna solo sapere dove.
