Albares sottolinea la collaborazione di Marruecos per evitare la crisi di Ceuta
Il ministro spagnolo Albares sottolinea la collaborazione di Marruecos per evitare la crisi di Ceuta e critica la reazione europea.

Il ministro degli Affari Esteri, Unione Europea e Cooperazione, José Manuel Albares, ha sottolineato la collaborazione di Marruecos per evitare la crisi di Ceuta, affermando che il paese “dal primo momento” ha offerto “la sua collaborazione per cercare di impedire il flusso di persone e, soprattutto, affinché tornassero immediatamente come sta accadendo”. L’evento ha avuto luogo il 3 agosto 2026, a Madrid, e riguarda la gestione della situazione migratoria in una città autonoma spagnola, con un numero record di persone che ha attraversato la frontiera. La crisi ha suscitato preoccupazioni internazionali, con il governo spagnolo che ha ritenuto necessario un intervento rapido e coordinato.
Collaborazione marocchina e risposta spagnola
Albares ha messo in evidenza la “rapidezza” con cui il governo spagnolo ha risposto alla crisi migratoria, confrontandola con la gestione italiana, che ha definito “il paese con il maggior numero di ingressi irregolari in Europa”, non in grado di risolvere la situazione a Lampedusa. Il ministro ha sottolineato che la collaborazione marocchina è stata “totalmente iniziale” e che le autorità marocchine hanno mostrato “disposizione a mobilitare dispositivi polizieschi per collaborare nel tagliare quel flusso migratorio”.
Il governo spagnolo ha risolto in modo indito la crisi grazie al lavoro delle forze di sicurezza.
Albares ha anche sottolineato che “tutti i ministeri hanno fatto tutto ciò che era in loro potere” per risolvere la situazione, e ha riconosciuto il lavoro svolto dalle forze di polizia, Guardia Civil e esercito spagnolo. Ha inoltre annunciato che il governo ha richiesto una riunione con i ministri degli Interni dell’Unione Europea per analizzare la situazione e valutare eventuali misure future. La crisi ha visto un numero record di 60.000 persone che hanno attraversato la frontiera, con il governo che ha elevato a 37.500 il numero di migranti che sono tornati in Marocco.
Reazioni internazionali e critiche
Albares ha criticato la reazione “coordinata” di alcuni paesi europei, definendola “internazionale reazionaria”, che ha agito “prima che Marruecos e Spagna potessero comprendere cosa stava accadendo”. Ha sottolineato che queste reazioni sono state “amplificate” da alcuni governi, tra cui l’italiano, che ha diffuso “mentiri e notizie false”. Il ministro ha anche sottolineato l’importanza di monitorare le reti sociali per identificare “chi è dietro a quelle false notizie” e ha richiesto solidarietà internazionale per la gestione della crisi.
Albares ha sottolineato l’importanza di monitorare le reti sociali per combattere le false notizie.
Il ministro ha inoltre sottolineato che si sta reforzando il dispositivo di controllo della frontiera di Ceuta e della zona per “adattarlo alla sentenza” del Supremo e “difficoltare” che un flusso simile possa verificarsi nuovamente. Ha inoltre sottolineato l’importanza di monitorare le reti sociali per identificare “chi è dietro a quelle false notizie” e ha richiesto solidarietà internazionale per la gestione della crisi. La situazione ha suscitato preoccupazioni internazionali, con il governo spagnolo che ha ritenuto necessario un intervento rapido e coordinato. La crisi di Ceuta rappresenta un momento cruciale per la gestione delle frontiere e per la collaborazione internazionale. Albares ha sottolineato l’importanza della collaborazione con Marruecos e ha chiesto un supporto internazionale per affrontare la situazione. La situazione ha visto un numero record di persone che hanno attraversato la frontiera, con il governo che ha elevato a 37.500 il numero di migranti che sono tornati in Marocco.
