Allarme per la salute dei bambini in Libano: un su 5 va a letto affamato

Unicef denuncia situazione drammatica in Libano: un bambino su 5 affamato e 95% di giovani con sintomi di depressione.

L’Unicef ha lanciato un allarme grave per la situazione dei bambini in Libano, dove un bambino su cinque va a letto affamato. La crisi economica e le ostilità, in particolare quelle nel sud del Paese, hanno messo in pericolo la salute e il futuro di migliaia di minori. Dopo un attacco israeliano nella regione della Galilea nel giugno 2026, le famiglie si trovano a lottare per procurarsi cibo, medicine e acqua potabile. Secondo l’indagine dell’Unicef, il 22% delle famiglie non riesce a mettere in tavola tre pasti al giorno, e una su cinque ha figli che dormono senza aver mangiato.

La mancanza di cibo e sanità colpisce i più vulnerabili

La mancanza di cibo, sanità e istruzione rende incerto il futuro della popolazione più giovane. Il 61% delle famiglie ha ridotto le spese mediche, e il 38% non ha accesso neppure ai farmaci di base. I danni alle infrastrutture e alle abitazioni hanno aggravato la situazione, con oltre 700mila persone, tra cui 238mila bambini, che hanno subìto interruzioni alle forniture d’acqua. Il 22% delle case non ha acqua potabile a sufficienza. «Volevo comprare dei vestiti per i miei figli, ma non ho potuto. Volevo anche iscriverli a scuola, ma non ho potuto permettermi neppure questo», racconta un padre di quattro bambini intervistato dall’Unicef. La crisi ha colpito duramente anche il sistema scolastico, con quasi un quinto dei bambini che ha smesso di studiare. Il 76% delle famiglie fatica a soddisfare i bisogni educativi dei loro figli, e quasi la metà ha dovuto tagliare le spese destinate all’istruzione.

La mancanza di istruzione aumenta i rischi di sfruttamento e precocità.

Rischi di lavoro minorile e matrimoni precoci

Stare lontano dai banchi può aumentare il rischio di lavoro minorile, matrimoni precoci e altre forme di sfruttamento, soprattutto per giovani con disabilità, ragazze e bambini provenienti dalle famiglie più povere. Oltre un quinto delle persone intervistate ha confessato di conoscere una ragazza che si è sposata prima di aver raggiunto la maggiore età. La salute mentale rappresenta un’altra questione preoccupante: molti giovani libanesi raccontano di aver sperimentato ansia e sofferto di depressione, con percentuali altissime (95%) nella fascia d’età 18-25 anni.

«Avevo partorito appena 15 giorni prima dell’inizio dell’ultima guerra», racconta una madre intervistata: «Il mio bambino ora ha sette mesi. Siamo fuggiti nella zona sud (di Beirut). I suoni hanno inciso su mio figlio a tal punto che quando gli ho comprato un bel giocattolo colorato, di quelli che fanno rumore, si è spaventato e ha pianto molto». L’Unicef ha messo in campo diversi aiuti, tra cui servizi igienico-sanitari, pasticche per la potabilizzazione dell’acqua e vaccinazioni contro malattie come colera e tifo.

Le famiglie non riescono a soddisfare i bisogni basilari.

Il 69% delle famiglie dichiara di aver bisogno di supporto economico per coprire le spese del trasporto pubblico, mentre l’83% ha bisogno di aiuto per pagare le tasse. La mancanza di cibo, medicine e acqua ha reso la vita quotidiana insostenibile per migliaia di famiglie. L’Unicef ha messo in campo diversi interventi per alleviare la situazione, tra cui la distribuzione di cibi terapeutici ai bambini sotto i cinque anni. Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia, ha spiegato che l’organizzazione si occupa anche della salute mentale dei bambini, cercando di restituire loro la quotidianità persa.