L’allarme per la sanità in Calabria: «Quasi un malato a famiglia, chi non ha soldi muore»
L’associazione Contro i tumori di Gioia lancia un allarme sulla sanità: liste d’attesa infinite e mancanza di strutture dedicate.

Un allarme per la sanità in Calabria
L’associazione “Contro i tumori” di Gioia Tauro ha lanciato un grido d’allarme sulla situazione sanitaria in Calabria, dove la gestione delle cure oncologiche appare in grave crisi. Il presidente Pino Pratticò ha sottolineato come «quasi un malato a famiglia» e chi non ha i mezzi per curarsi rischia di morire. La situazione, secondo l’associazione, si sta aggravando di giorno in giorno, con liste d’attesa infinite che spingono i pazienti a rivolgersi al privato. «Chi non ha soldi muore e chi li ha va avanti», ha detto Pratticò, sottolineando l’ingiustizia di un sistema che non garantisce accesso equo alle cure.
La mancanza di strutture e di medici specializzati è un problema quotidiano. La richiesta dell’associazione è chiara: «Serve una struttura attrezzata in loco, dotata di servizi diagnostici e di un’équipe multidisciplinare stabile». Pratticò ha spiegato che, nonostante la regione ospiti tante strutture sanitarie, mancano strutture dedicate ai malati oncologici. «Sul nostro territorio ci sono tante strutture ospedaliere e bisognerebbe adibirne qualcuna per i malati oncologici», ha sottolineato. Inoltre, i medici specializzati non vengono messi in condizione di restare in zona, spesso per mancanza di supporto economico o di condizioni di lavoro adeguate.
Le problematiche quotidiane dei pazienti
I pazienti, spesso, devono attendere mesi per una biopsia o per un esame diagnostico. «Non è giusto che una persona debba aspettare mesi per una biopsia, come sta capitando a un nostro assistito, che da quattro mesi ancora non gli è arrivata», ha detto Pratticò. Inoltre, capita spesso che un paziente si rivolga a un oncologo, sia tutto pronto per cominciare una cura, ma poi quel dottore non c’è più. «Passa a un altro oncologo che comincia da capo a prescrivere nuovi esami e terapie con un notevole aggravio di spese e tempistiche», ha spiegato. Per chi già soffre, non è una cosa facile.
La mancanza di continuità nella cura peggiora la situazione. L’associazione, con sede in Via Regina Margherita a Gioia Tauro, ha anche sottolineato che i pazienti vengono accompagnati con mezzi privati in giro per la regione, spesso per l’assenza di strutture locali. «Siamo circa 20 operatori e accompagniamo con mezzi privati le persone di tutte le età, dalle più piccole (anche di sei anni) alle più grandi, a fare esami in giro per la regione», ha spiegato Pratticò. Questo sforzo, pur necessario, rappresenta un ulteriore carico per le famiglie.
L’associazione chiede il diritto alla salute per la comunità. «Chiediamo medici oncologici a disposizione che agiscano con scienza e coscienza», ha concluso Pratticò. «Medici che non siano disonesti quando si trovano davanti a un malato e, che sapendo che ha problemi di salute ed economici, non si comportino da strozzini invitandoli allo studio privato per cercargli altri soldi, perché se segui la terapia in ospedale, non cambia nulla se poi vai allo studio privato». L’appello è rivolto a chi ha il potere di cambiare la situazione, per garantire cure adeguate e accesso equo alla salute per tutti.
