Il caldo estremo mette in bilancio: costi del clima in aumento in Italia e in Europa

Il caldo estremo in Italia e in Europa ha costi economici e sociali crescenti, con impatti su lavoro, salute e energia.

L'Italia e l'Europa affrontano un'ondata di caldo record, con costi economici e sociali crescenti
L’Italia e l’Europa affrontano un’ondata di caldo record, con costi economici e sociali crescenti

L’Italia e l’Europa stanno pagando un conto crescente per il caldo estremo e la siccità, con impatti economici, sociali e sanitari sempre più evidenti. Secondo il Centro euro-mediterraneo sui Cambiamenti climatici (Cmcc), con 2 gradi di riscaldamento globale rispetto alla fine dell’Ottocento, la siccità costerebbe all’Italia circa 74 miliardi di euro, pari a 3,99 punti percentuali del Pil, e intorno a 960.000 posti di lavoro. Il costo è triplo rispetto al periodo 2015-2018, quando la perdita fu quantificata in 24,3 miliardi di euro e 330.000 posti di lavoro in meno. La situazione si fa sempre più preoccupante, con oltre il 60 per cento del territorio nazionale colpito dalla siccità, secondo le stime di Coldiretti su mappe Copernicus.

Impatti sulle imprese e sui consumatori

Il caldo anomalo mette in difficoltà non solo i settori agricoli, ma anche l’industria e l’edilizia, che pagheranno il prezzo più alto. Secondo i dati della Fao, le temperature record registrate in tutta Europa stanno esercitando ulteriore pressione sui prezzi dei prodotti alimentari. A luglio l’indice dei prezzi mondiali delle materie prime alimentari è salito dello 0,6 per cento rispetto a giugno, restando superiore dell’1 per cento sullo stesso periodo del 2026. A pesare sono le recenti ondate di calore e i listini dell’energia che hanno spinto al rialzo le quotazioni di cereali, oli vegetali e zucchero.

Il caldo estremo ha anche un impatto diretto sulla salute, con decessi legati al caldo, un aumento dei ricoveri al pronto soccorso e interruzioni di corrente legate al massiccio ricorso all’aria condizionata. A Roma, il ministero della Salute ha diramato un’allerta rossa per le alte temperature, con punte che hanno superato i 36 gradi. Il Comune ha messo in funzione dei cannoni nebulizzatori d’acqua nei pressi del Colosseo e del Foro Romano, oltre a presidi di medici e infermieri e a un rifugio fito-bio climatico, il primo della Capitale, costruito in piazza dei Gerani.

La siccità non riguarda solo i campi, ma anche i sistemi energetici europei.

Costi del caldo e rischio climatico

La Banca centrale europea ha riconosciuto i rischi fisici e di transizione legati al cambiamento climatico, che hanno implicazioni sia per la stabilità dei prezzi che per quella finanziaria. Il caldo estremo non solo influisce sugli ecosistemi, ma anche sui servizi infrastrutturali e sulla vita quotidiana. In Francia, le centrali nucleari raffreddate dai fiumi Rodano e Garonna potrebbero ridurre la produzione di energia, con conseguenze per l’approvvigionamento energetico regionale e l’aumento dei prezzi dell’elettricità. Questo aggraverebbe la crescente povertà energetica estiva in Europa.

Il tasso che lo stato deve pagare per finanziare il debito pubblico è quindi più alto in conseguenza del rischio climatico, questo significa maggiori costi per lo Stato, quindi maggiori imposte o maggiore debito, in un circolo vizioso che si ripercuote sui costi di tutti i finanziamenti alle famiglie e alle imprese. Secondo il Cmcc, in assenza di politiche climatiche e misure di adattamento adeguate, l’Italia potrebbe registrare entro il 2050 un Pil inferiore fino a 6 punti percentuali.

Le piccole e medie imprese sono sempre più esposte ai rischi fisici legati al cambiamento climatico.

Le piccole e medie imprese italiane, che costituiscono l’intelaiatura strutturale del sistema economico del nostro paese, sono sempre più esposte ai rischi fisici legati al cambiamento climatico. Dallo studio del Crif emerge che il 36,6 per cento delle Pmi italiane presenta un profilo di rischio fisico Alto o Molto Alto nel 2025, in leggero aumento rispetto all’anno precedente.