Il caso Garlasco si complica: tra DNA, revisioni e nuove piste
Il caso Garlasco si complica: tra DNA, revisioni e nuove piste. Un’inchiesta che continua a dividere accusa e difesa.

Il caso Garlasco, diciannove anni dopo l’omicidio di Chiara Poggi, si muove lungo una linea sempre più netta. Non è tanto la scoperta di nuovi reperti a dividere accusa e difesa, quanto il significato da attribuire a quelli che già esistono. L’indagine, che ha visto il ritorno in campo di Andrea Sempio come indagato per l’omicidio, si trova ora a un punto cruciale, con la Procura di Pavia che ha fissato il 28 settembre come termine per la scadenza delle indagini preliminari. La difesa, però, sta cercando di smontare elemento per elemento l’impostazione accusatoria, concentrando l’attenzione soprattutto sui dati scientifici, come il DNA trovato sotto le unghie della vittima.
Il DNA: un dato, due interpretazioni
Il DNA sotto le unghie di Chiara Poggi è diventato il simbolo del dibattito tra accusa e difesa. La compatibilità genetica con la linea paterna dei Sempio non equivale, da sola, a un’identificazione individuale. La genetista Marina Baldi, consulente della difesa di Sempio, ha sottolineato che il materiale recuperato è scarso, incompleto e misto, caratteristiche che, secondo la lettura difensiva, impedirebbero di stabilire con certezza chi abbia lasciato quella traccia e come e quando sia arrivata sulle unghie della vittima. La Procura di Pavia, invece, attribuisce alla traccia un significato diverso, inserendola nell’insieme degli elementi raccolti durante la nuova indagine.
Alessandro Biasibetti, ex componente della compagnia di amici del fratello di Chiara Poggi e di Andrea Sempio, è tornato nel Pavese, ma non è legato a nuovi atti investigativi. Oggi religioso e diacono, Biasibetti è stato visto a Garlasco e a Tromello, dove ha assistito i sacerdoti durante le celebrazioni. La sua presenza ha alimentato ipotesi, ma non è collegata a nuove indagini. Secondo quanto riferito, Biasibetti si trovava nel Pavese in seguito a inviti ricevuti nell’ambito della sua attività religiosa e non è prevista un’assegnazione pastorale nella diocesi di Vigevano e Lomellina. Il suo nome resta comunque legato agli accertamenti, poiché nel marzo 2025 era stato ascoltato come persona informata sui fatti.
Intanto, Andrea Sempio ha perso il lavoro a fine agosto. Il licenziamento non è conseguenza del procedimento penale, ma legato a un cambio di gestione dell’attività e riguarda anche altri tre dipendenti. Sempio era tornato al lavoro dopo un periodo di ferie e permessi e negli ultimi mesi aveva già lasciato l’appartamento in affitto a Voghera, tornando a vivere con i genitori. La sua situazione, pur estranea alla prova giudiziaria, mostra quanto la nuova indagine abbia trasformato un caso penale in un fenomeno mediatico capace di investire ogni aspetto della vita delle persone coinvolte.
La difesa di Sempio, però, non si limita a contestare il valore del DNA. I difensori di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a sedici anni per l’omicidio di Chiara Poggi, stanno lavorando alla richiesta di revisione. La Procura di Pavia ha trasmesso documentazione alla Procura generale di Milano affinché venga valutata sotto il profilo della revisione. Il paradosso giudiziario è evidente: per lo stesso omicidio esiste una condanna definitiva nei confronti di Stasi, mentre un’altra Procura ha costruito un’ipotesi accusatoria che individua in Sempio l’autore del delitto. Fino a quando una delle due costruzioni non verrà modificata attraverso gli strumenti previsti dalla legge, entrambe continueranno a convivere su piani giuridici differenti.
Il caso Garlasco entra nella fase decisiva. L’indagine ha ormai prodotto una ricostruzione accusatoria definita, la difesa ha risposto con consulenze destinate a contestarne soprattutto gli aspetti scientifici e i magistrati stanno verificando quelle obiezioni prima di assumere le prossime determinazioni. Il DNA sotto le unghie di Chiara Poggi ne è diventato il simbolo perché mostra perfettamente la distanza fra le due posizioni: la compatibilità genetica è un dato, il significato da attribuirle è la questione ancora aperta.
