Cina, aumento dei casi di Covid ma esperti: «Nessuna nuova ondata globale»
Aumento dei casi di Covid in Cina, ma esperti sottolineano che non si registra una nuova ondata globale.

La circolazione del virus SARS-CoV-2 si sta intensificando in Cina, con un incremento dei casi registrati negli ultimi mesi. Tuttavia, gli esperti del settore sottolineano che non si osserva l’inizio di una nuova ondata globale, ma piuttosto un fenomeno compatibile con la fase endemica del virus. L’aumento dei contagi, pur significativo, non indica un’evoluzione preoccupante del patogeno né un aumento della sua aggressività rispetto alle varianti precedenti. Gli epidemiologi spiegano che l’andamento osservato è in linea con il comportamento del virus negli ultimi anni, con picchi periodici che possono verificarsi anche al di fuori dei mesi invernali.
La variante NB.1.8.1 non mostra maggiore gravità
La variante più diffusa in Cina, NB.1.8.1, appartiene alla famiglia Omicron e non presenta caratteristiche che ne aumentino la pericolosità rispetto alle sottovarianti già circolanti. Secondo il China CDC, non sono state segnalate mutazioni associate a un incremento della gravità della malattia o della mortalità. I sintomi rimangono quelli conosciuti, come febbre, mal di gola, tosse e stanchezza, e la maggior parte delle persone sane si riprende in pochi giorni. La protezione contro le forme gravi, invece, tende a rimanere più duratura.
Nel giugno 2026 sono stati registrati circa 79mila casi confermati, con 130 casi gravi e un solo decesso, relativo a una persona con patologie pregresse. Questo numero, pur superiore a quello dei mesi precedenti, è inferiore a quello registrato nello stesso periodo del 2025, quando i casi erano oltre 333mila. L’aumento del tasso di positività tra i pazienti con sintomi simil-influenzali, passato dal 6,4% a un 11,9%, rappresenta un segnale di maggiore circolazione, ma non di situazione fuori controllo.
Comportamenti estivi favoriscono la circolazione del virus
L’aumento dei casi può essere legato a diversi fattori, tra cui il calo progressivo dell’immunità nella popolazione e i comportamenti tipici dell’estate. L’aumento dei viaggi e della mobilità durante le vacanze ha incrementato il numero di contatti, mentre la permanenza in ambienti chiusi e poco ventilati facilita la trasmissione del virus attraverso gli aerosol. Non emergono elementi che facciano pensare all’arrivo di una nuova pandemia o alla comparsa di una variante in grado di modificare radicalmente lo scenario sanitario. Gli esperti invitano alla prudenza, ma non all’allarmismo. L’aumento dei casi in Cina viene descritto come un fenomeno epidemiologico atteso, compatibile con il comportamento del virus negli ultimi anni. Le precauzioni restano quelle già conosciute: lavare frequentemente le mani, garantire una buona ventilazione degli ambienti, evitare contatti ravvicinati in presenza di sintomi respiratori e prestare attenzione alle persone fragili. In caso di febbre persistente, difficoltà respiratoria o peggioramento delle condizioni cliniche, è opportuno rivolgersi al proprio medico.
