La rete di relazioni di Sala: un network di potere a Milano

Un network di potere a Milano: relazioni, nomine e inchieste intorno al sindaco uscente.

Un network di potere a Milano con relazioni tra politici, imprese e inchieste
Un network di potere a Milano con relazioni tra politici, imprese e inchieste

Un network di potere a Milano

Il dopo Sala comincia dagli uomini di Sala: una rete di relazioni che attraversa dieci anni di governo a Milano. Dopo la fine del mandato del sindaco uscente, il focus si sposta sui suoi collaboratori, ex soci, consulenti e finanziatori che hanno costruito un circuito professionale e politico intorno al suo nome. La mappa del potere milanese si compone di nomi noti, aziende di rilievo e relazioni che spaziano dal trasporto pubblico a grandi progetti urbani. La rete, tuttavia, non è solo un insieme di nomi: è un sistema di scambi, collaborazioni e, in alcuni casi, indagini che ne hanno reso visibile la complessità. La rete si estende da Palazzo Marino a aziende come Atm, A2A e Finalter, con nomi che si ripetono in diversi contesti.

La rete si basa su relazioni durature e professionali. Tra i nomi più significativi c’è Pietro Galli, collaboratore di Sala per anni. Galli, che ha svolto ruoli chiave durante l’Esposizione Universale, è entrato nel consiglio di Atm, la società dei trasporti milanesi, e ha ricevuto una visita della Guardia di finanza per indagini su fatture per operazioni inesistenti. La famiglia di Galli è legata a Finalter, società di consulenza che ha visto la partecipazione di Sala per il 20% nel 2015. La quota è stata trasferita in un trust, ma il rapporto tra i due rimane evidente. La Guardia di finanza sta verificando contratti e fatture per accertare l’effettività delle prestazioni. Sala ha dichiarato di non aver ricevuto compensi o dividendi e ha disposto la vendita della partecipazione per i 10 mila euro investiti.

Un circuito professionale che si ripete

La rete di relazioni di Sala non si limita a Palazzo Marino. Il collegamento tra Bain & Company, Expo e la giunta comunale è un esempio di come i rapporti professionali si siano intersecati con la politica. Galli, che ha lavorato per Bain, è passato a Expo e ha contribuito alla sua realizzazione. La moglie di un altro dirigente di Bain è entrata nella giunta del commissario dell’Esposizione diventato sindaco. Questo modello si ripete in diversi casi, come il caso di Roberta Guaineri, assessora allo Sport, e la sua relazione con lo studio Nctm. La rete si estende anche a figure come Roberto Tasca, socio di Sala e presidente di A2A, e a Mirko Paletti, imprenditore immobiliare che ha versato diecimila euro alla campagna per la rielezione di Sala.

La rete si adatta ai cambiamenti e si riconfigura. Il caso di Giancarlo Tancredi, assessore alla Rigenerazione urbana, ha visto l’Anac chiedere chiarimenti sulla sua nomina. Tancredi, che aveva lavorato in uno studio professionale, è stato coinvolto in inchieste urbanistiche. La Cassazione ha annullato la misura interdittiva relativa a una delle accuse, ma il rapporto tra lui e il sistema pubblico rimane evidente. Allo stesso modo, Guido Bardelli, che ha lasciato l’assessorato alla Casa nel 2025, ha dovuto recedere dallo studio Ammlex per assumere la carica. Le misure hanno eliminato la sovrapposizione societaria, ma non i rapporti professionali costruiti negli anni.

La rete di relazioni di Sala è un sistema complesso, che si estende da Palazzo Marino a aziende di rilievo e a figure politiche e imprenditoriali. Anche se alcuni nomi sono stati coinvolti in inchieste, il modello rimane intatto: una rete di potere che si adatta ai cambiamenti e si riconfigura quando i rapporti diventano un caso pubblico. La rete, almeno sul piano politico, non si lascia mai indietro.