L’Italia non è il malato d’Europa, ma la crescita è moderata
L’Italia mostra una resilienza economica in linea con la media europea, ma la crescita del Pil rimane moderata.

Una crescita moderata, ma non disprezzabile
Nel secondo trimestre del 2026, il Pil italiano ha registrato un incremento dello 0,2% su base congiunturale e dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo i dati provvisori dell’Istat. Una performance che, sebbene non esplodente, conferma una stabilità economica superiore alle aspettative. La crescita, sebbene modesta, si colloca al di sopra delle ultime stime, con una variazione acquisita per il 2026 corretta per gli effetti di calendario pari allo 0,8%. La Banca d’Italia aveva previsto un rialzo dello 0,6%, a fine anno, con un incremento di 0,1% rispetto alle precedenti previsioni.
Un’Europa a diverse velocità
L’Italia non è l’unica nazione a mostrare una crescita moderata. L’Europa si presenta come un continente a diverse velocità, con Paesi come l’Irlanda che registrano un tasso di crescita congiunturale elevato, ma spesso legato alla presenza di multinazionali. Tra i Paesi normali, la Spagna e il Portogallo si distinguono con un incremento del Pil rispettivamente dello 0,7% e dello 0,8%, grazie in parte alla crescita del settore turistico e alla riduzione della disoccupazione. La disoccupazione in Spagna, che nel 2013 era del 26,1%, si è dimezzata in poco più di dieci anni, raggiungendo un tasso simile a quello italiano.
La disoccupazione in Italia si è ridotta in modo significativo, nonostante un forte flusso di immigrazione regolare.
La resilienza del mercato del lavoro italiano si è dimostrata in grado di sostenere un calo del tasso di disoccupazione, che a giugno è risultato pari al 5,7%. Questo risultato, pur non esaltante, indica una capacità di adattamento del sistema economico. Inoltre, la Spagna e il Portogallo vantano i costi energetici più bassi dell’eurozona, grazie a una politica energetica incentrata su fonti rinnovabili e nucleare.
La crescita del Pil italiano non è esplodente, ma si colloca al di sopra delle ultime stime.
La Banca d’Italia ha riconosciuto che la posizione netta sull’estero è rimasta pressoché invariata, con una cifra di 351 miliardi di euro, pari al 15,5% del Pil, sostanzialmente stabile rispetto alla fine del 2025. Questo indica una capacità di finanziamento estero, pur se non sufficiente a sostenere un forte incremento degli investimenti interni. L’Italia, nonostante i costi energetici elevati e i dazi commerciali, ha mantenuto una posizione netta sull’estero positiva. La situazione italiana, sebbene non esaltante, non è disprezzabile. La crescita, pur modesta, conferma una capacità di resilienza superiore alle aspettative. L’Italia non è il malato d’Europa, ma un Paese che, pur non essendo in crescita esponenziale, mostra una stabilità economica in linea con la media continentale.
