Insieme per Tropea denuncia rischio di “delibera-bavaglio” per incarico legale contro critiche
Insieme per Tropea denuncia rischio di “delibera-bavaglio” per incarico legale contro critiche

Il gruppo consiliare Insieme per Tropea ha espresso preoccupazione per la deliberazione con cui la Giunta comunale ha autorizzato il sindaco a conferire un incarico legale per tutelare l’immagine del Comune, ritenendo che possa rappresentare un rischio per la libertà di espressione e il controllo democratico. La decisione, approvata il 16 luglio scorso, ha suscitato dibattito e critiche, con il gruppo consiliare che teme un effetto intimidatorio su cittadini, giornalisti e opposizioni. L’incarico legale, destinato a contrastare contenuti ritenuti falsi o denigratori, è stato visto come un provvedimento che potrebbe scoraggiare la partecipazione al dibattito pubblico, in un contesto in cui la trasparenza e il confronto aperto sono considerati pilastri della democrazia.
Libertà di critica e diritti costituzionali
Il gruppo consiliare ha sottolineato che, pur riconoscendo il diritto dell’Ente a difendere la propria reputazione, la deliberazione rischia di limitare la libertà di espressione e il controllo democratico. L’articolo 21 della Costituzione tutela la libertà di manifestazione del pensiero, e la giurisprudenza ha riconosciuto al diritto di critica politica una protezione particolarmente ampia, soprattutto quando riguarda amministratori pubblici. Insieme per Tropea ha sottolineato che il confronto non si affronta nelle aule giudiziarie, ma attraverso la trasparenza amministrativa, il contraddittorio pubblico e la piena rendicontazione delle decisioni. La democrazia si costruisce con il dibattito, non con l’uso di strumenti giudiziari per reprimere le critiche.
Delibera-bavaglio e rischio di intimidazione
Il gruppo ha definito la deliberazione come un “rischio di delibera-bavaglio”, un termine che indica un provvedimento che potrebbe scoraggiare la partecipazione al dibattito pubblico. L’incarico legale, che mira a contrastare video, articoli e prese di posizione riguardanti l’attività amministrativa, potrebbe essere percepito come un messaggio intimidatorio. L’immagine di un Comune, ha spiegato Insieme per Tropea, si costruisce nel rispetto dei principi di imparzialità, buon andamento e trasparenza, non attraverso il ricorso agli avvocati. La credibilità delle istituzioni si misura nella disponibilità al confronto, non nella capacità di reagire con strumenti giudiziari.
La deliberazione ha anche sollevato preoccupazioni sull’uso di risorse pubbliche per sostenere iniziative giudiziarie che potrebbero riguardare prevalentemente il confronto politico e amministrativo. Insieme per Tropea ha sottolineato che, in una democrazia matura, le istituzioni devono dimostrare fedeltà ai principi della Costituzione e dello Stato di diritto, soprattutto nei momenti in cui la libertà di espressione appare scomoda. L’Unione europea, con la Direttiva (UE) 2024/1069, ha introdotto strumenti per contrastare le cosiddette SLAPP, azioni giudiziarie strategiche che scoraggiano la partecipazione al dibattito pubblico. Non si sostiene che la deliberazione di Tropea possa essere automaticamente ricondotta a tale fattispecie, ma è legittimo evidenziare i rischi di un effetto intimidatorio.
Trasparenza e controllo democratico
Il gruppo consiliare ha chiesto maggiore trasparenza, confronto pubblico e chiarimenti anche sull’impiego di risorse comunali per eventuali azioni giudiziarie. L’obiettivo è garantire il pieno esercizio del diritto di critica, non solo per l’opposizione, ma per tutta la comunità. La libertà di espressione non appartiene alle opposizioni né alla maggioranza: appartiene alla democrazia. Per questo motivo, Insieme per Tropea ha ritenuto che la strada da percorrere debba essere quella della massima apertura istituziale: pubblicare gli atti, motivare le scelte, rispondere puntualmente alle osservazioni e garantire il controllo democratico anche quando risulta politicamente scomodo.
