Crac Sogas: 13 milioni di euro richiesti a ex vertici e sindaci per gestione inadeguata
Sogas, società gestore dell’aeroporto di Reggio Calabria, chiede 13 milioni a ex amministratori per gestione inadeguata

La società Sogas, che gestiva l’aeroporto di Reggio Calabria oltre dieci anni fa, è al centro di un’inchiesta giudiziaria che ha visto richiesti oltre 13 milioni di euro a ex vertici e controllori per presunte irregolarità nella gestione aziendale. La vicenda, che ha visto il fallimento della società nel 2016, ha portato alla decisione del Tribunale di Catanzaro di aprire un procedimento civile per valutare le responsabilità di chi ha gestito l’azienda. L’azione, registrata con il numero 3627 del ruolo generale 2018, nasce dall’azione di responsabilità attivata ai sensi dell’articolo 146 della legge fallimentare, che permette di concentrare in una sola causa le richieste di danno avanzate sia dalla società che dai suoi creditori.
Responsabilità e contestazioni giudiziarie
La richiesta di risarcimento presentata dalla curatela fallimentare punta il dito contro un numero molto ampio di ex amministratori e membri del collegio sindacale. Tra i citati in giudizio compaiono Domenico Bagnato, Michele Bisignano, Antonio Barrile e altri esponenti dell’azienda. Le accuse riguardano una presunta alterazione dei dati contabili per nascondere la vera crisi aziendale, nonché irregolarità nella contabilizzazione del fondo servizi antincendio e il mantenimento in bilancio di voci non corrispondenti alla realtà. L’azione giudiziaria colpisce duramente anche i componenti del collegio sindacale, accusati di non aver svolto le dovute attività di controllo.
Le accuse di mala gestio sono centrale nel dibattito giudiziario. Secondo la ricostruzione presentata dalla procedura concorsuale, il dissesto non sarebbe stato provocato soltanto dalle difficoltà del mercato aereo, ma da una precisa cattiva gestione amministrativa. Al centro delle contestazioni c’è una presunta alterazione dei dati contabili per nascondere la vera crisi aziendale. Gli ex amministratori avrebbero evitato di svalutare i crediti inesigibili, come quelli vantati verso la compagnia Alpi Eagles, fallita già nel 2011.
Le irregolarità contabili e i rischi finanziari
Vengono contestate anche irregolarità nella contabilizzazione del fondo servizi antincendio e il mantenimento in bilancio di voci non corrispondenti alla realtà. Questo meccanismo avrebbe permesso di rinviare gli interventi obbligatori previsti dagli articoli 2446 e 2447 del codice civile, che impongono di ricapitalizzare o mettere in liquidazione la società quando si verificano perdite gravi. Tra gli episodi specifici compaiono l’emissione di una fattura da oltre un milione di euro al Ministero dell’Interno ritenuta priva di giustificazione, il mancato versamento di imposte e contributi con oltre 720 mila euro di sanzioni e interessi, una gestione del personale sovradimensionata con un danno stimato in circa 2 milioni di euro, e la mancata acquisizione della concessione definitiva Enac, che ha impedito di far crescere i ricavi.
Le compagnie assicurative si sono difese con clausole claims made. Per tutelarsi dalle richieste economiche, molti degli ex vertici hanno chiamato in causa le proprie compagnie di assicurazione per attivare le relative polizze di responsabilità professionale. Le società assicurative trascinate nella causa civile sono Tua Assicurazioni Spa, UnipolSai Spa, AIG Europe SA, Lloyd’s Insurance Company SA e gli Assicuratori dei Lloyd’s. Le compagnie hanno sollevato eccezioni basandosi sulle clausole claims made, che limitano la copertura ai soli risarcimenti richiesti durante il periodo di validità del contratto.
La difesa degli ex amministratori aveva anche tentato di spostare il processo davanti alla Corte dei Conti, sostenendo che la Sogas fosse una società pubblica. Il Tribunale delle Imprese di Catanzaro ha però respinto questa impostazione, confermando la piena competenza del giudice ordinario: pur avendo soci pubblici, la Sogas resta una società per azioni con autonomia privata, e le cause a tutela del patrimonio aziendale devono essere decise dalla magistratura ordinaria.
