Data Center di Travagliato: tra sviluppo, impatto ambientale e dibattito pubblico
Un data center da 120 megawatt a Travagliato suscita dibattito tra sviluppo e tutela ambientale.

Un progetto di grandi dimensioni e un dibattito in atto
A Travagliato, un comune in provincia di Brescia, un progetto di grandi dimensioni sta suscitando dibattito tra sviluppo e tutela ambientale. Il data center in questione, che richiede un investimento di 11 milioni di euro, prevede la trasformazione di tredici ettari di terreno in una struttura industriale dedicata a server, potenza informatica e intelligenza artificiale. L’opera, che potrebbe sorgere in via Averolda, al confine con Ospitaletto, è caratterizzata da numeri imponenti: 120 megawatt di potenza, 648 posti auto e spazi per i Tir, 60 generatori di emergenza e una superficie complessiva di 130 mila metri quadrati. La struttura, che include un edificio principale di 48 mila metri quadrati e una stazione elettrica sotterranea di 2.500 metri quadrati, rappresenta un’opera di rilevante impatto sul territorio.
La questione è stata strumentalizzata per creare confusione e preoccupazione nella cittadinanza, ha dichiarato il sindaco Renato Pasinetti, che ha sottolineato come la pratica edilizia presentata non sia completa e non sia ancora approvata. L’Amministrazione comunale invita alla cautela, sottolineando che ogni decisione dovrà essere presa attraverso atti pubblici, al termine dell’iter amministrativo.
Un dibattito tra progresso e tutela dell’ambiente
Le posizioni sono diverse e contrapposte. Mentre il sindaco e l’Amministrazione comunale chiedono di distinguere fatti dalle polemiche, gruppi politici e associazioni ambientaliste avanzano richieste di valutazione rigorosa, trasparenza e dati certi. Christian Bertozzi, capogruppo della Lista Bertozzi Sindaco, ha espresso preoccupazione per l’impatto dell’opera su un territorio già segnato da cave, discariche e consumo di suolo. “Non siamo contrari al progresso, ma riteniamo del tutto inopportuna la realizzazione di un’opera di queste dimensioni in un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo”, ha sottolineato. Un progetto destinato a incidere sul territorio per decenni non si può mantenere il silenzio per mesi, ha aggiunto Alberto Trainini di Travagliato Bene Comune, che ha richiesto studi indipendenti e una valutazione approfondita degli impatti su energia, risorse idriche, consumo di suolo, rete elettrica, ambiente, sistema produttivo e occupazione.
Un’opera che potrebbe diventare un’opportunità o un monumento al progresso
La questione ha superato i confini del Consiglio comunale e ha coinvolto anche la regione. Miriam Rossella Delbarba, in rappresentanza dei cittadini vicini al Movimento 5 Stelle, ha sottolineato l’iniziativa della consigliera regionale Paola Pollini, che ha presentato una richiesta formale di accesso agli atti relativa all’intero iter autorizzativo. L’obiettivo è acquisire la documentazione tecnica e amministrativa disponibile, compresi gli eventuali studi sugli impatti energetici, idrici e ambientali.
Legambiente Franciacorta, attraverso Silvio Parzanini, ha richiamato l’attenzione sul contesto territoriale nel quale dovrebbe sorgere il data center. L’area, al confine tra Travagliato, Castegnato e Ospitaletto, è già oggetto di rilievi da parte dell’ATS di Brescia per la presenza di molteplici fattori di pressione ambientale. “Prima di ogni scelta vogliamo conoscere con precisione gli effetti che l’impianto produrrà sull’ambiente e sulla salute dei cittadini”, ha sottolineato Parzanini, che ha citato in particolare la discarica Vallosa di Passirano e la fonderia Montini di Travagliato, classificata come industria insalubre di prima classe.
Un progresso che deve coniugare innovazione e tutela dell’habitat
Il confronto è soltanto all’inizio, ma il rumore delle contrapposizioni dovrà lasciare spazio alla forza dei fatti. Un’opera di queste dimensioni può rappresentare un’opportunità di sviluppo oppure trasformarsi nell’ennesimo monumento a un’idea di progresso incapace di fare i conti con la sensibilità ambientale. Su un principio, tuttavia, non dovrebbero esistere divisioni: decisioni destinate a cambiare il volto di una comunità non possono nascere nel silenzio né essere calate dall’alto come un destino inevitabile. Il progresso non si misura in megawatt o nel numero dei server installati, ma nella capacità di coniugare innovazione, trasparenza, tutela dell’habitat e interesse pubblico. Il dibattito continua, ma il futuro del data center di Travagliato dipenderà da una valutazione rigorosa, trasparente e partecipata.
