Ddl caregiver in discussione alla Camera: rischio di discriminazioni e disparità di trattamento
Ddl caregiver in discussione alla Camera: rischio di discriminazioni e disparità di trattamento
Il disegno di legge sul caregiver, approdato in aula alla Camera, ha suscitato preoccupazioni per il rischio di creare disparità di trattamento e discriminazioni. Il provvedimento, che mira al riconoscimento e alla tutela delle persone che assistono i propri cari, è stato oggetto di un confronto intenso tra maggioranza e opposizione, nonché tra associazioni del Terzo settore e rappresentanti dei caregiver. In Italia ci sono 7 milioni di caregiver, persone invisibili che ogni giorno si fanno carico della fragilità di un proprio caro. Il testo, pur presentando alcune novità, non sembra rispondere a tutti i bisogni e potrebbe escludere alcune categorie, come i caregiver non conviventi o i lavoratori.
Un testo che non delinea un intervento complessivo
La Conferenza delle Regioni ha espresso un parere favorevole ma condizionato, segnalando alcune lacune nel testo finale. Il provvedimento non delinea un intervento complessivo, ma si concentra su un requisito meramente quantitativo legato alle ore di assistenza. Non si prevede l’individuazione di livelli essenziali delle prestazioni a favore dei caregiver familiari, né si valorizzano le esperienze già maturate in contesti territoriali. Il testo rischia di determinare discriminazioni, esclusioni e disparità di trattamento a carico di una platea significativa di caregiver, tra cui quelli non conviventi, i lavoratori e i minori.
Non sono state accolte alcune proposte che avrebbero potuto migliorare l’efficacia del provvedimento, come l’individuazione di livelli essenziali delle prestazioni o l’introduzione di misure strutturali in ambiti previdenziali, assicurativi, fiscali e lavorativi. Il testo, pur atteso da più di un decennio, ha visto impegnati parlamentari appartenenti a tutte le forze politiche, ma la discussione ha evidenziato le difficoltà nel trovare una maggiore condivisione su uno snodo centrale per la tenuta del welfare.
Modifiche e novità introdotte
Il disegno di legge si compone di quattro capitoli e 18 articoli. Le modifiche, che vanno a rendere più esplicito il riconoscimento dell’attività di cura del caregiver familiare, prevedono la partecipazione attiva del caregiver nei processi di valutazione, pianificazione e monitoraggio degli interventi sulla persona assistita. Si introduce una rendicontazione semplificata per la gestione del patrimonio nel caso in cui il caregiver sia anche amministratore di sostegno. Si eleva a 25mila euro la soglia Isee del nucleo familiare del caregiver per accedere ai benefici economici, e si porta a 40 km la distanza massima riconosciuta al caregiver familiare per raggiungere il Comune di residenza dell’assistito.
Il testo ha visto l’aggiunta di ulteriori funzioni all’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, per la produzione di dati statistici sui caregiver familiari. Tuttavia, non sono state accolte alcune proposte che avrebbero potuto migliorare l’efficacia del provvedimento, come l’individuazione di livelli essenziali delle prestazioni o l’introduzione di misure strutturali in ambiti previdenziali, assicurativi, fiscali e lavorativi. Il ddl è ora in discussione in aula alla Camera e seguiranno altre sedute prima dell’approvazione definitiva. Il provvedimento, pur se atteso da tempo, rischia di non rispondere a tutti i bisogni e potrebbe creare disparità di trattamento e discriminazioni a carico di una platea significativa di caregiver, in prevalenza donne, senza le quali il Paese salterebbe.
