Denise Pipitone torna al Pm il procedimento contro l’ex Pm Maria Angioni

La Cassazione annulla condanne a Maria Angioni, restituisce atti al Pm per sospensione del procedimento.

Denise Pipitone torna al Pm il procedimento contro l’ex Pm Maria Angioni
Denise Pipitone torna al Pm il procedimento contro l’ex Pm Maria Angioni

Denise Pipitone torna al Pm il procedimento contro l’ex Pm Maria Angioni, dopo che la Cassazione ha annullato le condanne emesse nei confronti dell’ex sostituto procuratore della Repubblica. La Suprema corte ha accolto una delle due principali motivazioni di opposizione della difesa, riguardante la mancata sospensione del procedimento a carico dell’indagata prima della definizione del procedimento “madre”. Gli atti del processo tornano quindi al pubblico ministero, aprendo la possibilità di un nuovo esame delle accuse. La decisione è arrivata il 4 febbraio scorso, dopo che la Corte d’Appello di Palermo e il Tribunale di Marsala avevano condannato Angioni per false dichiarazioni al Pm.

La Cassazione annulla le condanne

La Cassazione ha disposto l’annullamento delle pronunce del Tribunale di Marsala e della Corte d’Appello di Palermo, che avevano condannato l’ex Pm Maria Angioni per il reato di false dichiarazioni al pubblico ministero. L’accusa era scattata dopo le sommarie informazioni rese nel 2021 all’allora Procuratore della Repubblica di Marsala Roberto Piscitello, nell’ambito dello stesso procedimento. La Suprema corte ha accolto una delle due principali motivazioni di opposizione della difesa, riguardante la mancata sospensione del procedimento a carico dell’indagata prima della definizione del procedimento “madre”. La Corte ha ritenuto pretestuosa la distinzione fatta dalla Corte d’Appello, secondo la quale la causa contro Angioni non riguardava la scomparsa della piccola Denise, ma quelle a carico di poliziotti per le esternazioni via Tv.

La Cassazione ha accolto una delle due principali motivazioni di opposizione della difesa. La Corte ha ritenuto che la mancata sospensione del procedimento comporti l’annullamento delle sentenze di condanna pronunciate e la restituzione degli atti al pubblico ministero per l’eventuale prosecuzione. La decisione ha suscitato soddisfazione nell’avvocato Stefano Giordano, che difende l’ex Pm Angioni. «La Sesta Sezione Penale della Cassazione ha annullato le sentenze di Tribunale di Marsala e Corte d’Appello di Palermo, accogliendo la tesi che la difesa sosteneva sin dal primo grado: il procedimento contro la dottoressa Angioni doveva essere sospeso ope legis. Il pubblico ministero ha esercitato l’azione penale quando non poteva, e i giudici di merito non se ne sono accorti. È un errore grave, che pesa ancor di più alla luce dell’accanimento processuale subito da un magistrato che aveva soltanto esercitato il proprio diritto di critica sulle indagini per la scomparsa di Denise Pipitone», ha commentato il legale.

La sospensione del procedimento e gli atti urgenti

La Cassazione ha stabilito che la mancata sospensione del procedimento comporta l’annullamento delle sentenze di condanna pronunciate e la restituzione degli atti al pubblico ministero per l’eventuale prosecuzione. La Corte ha anche preso le distanze dalla sentenza “Cedro”, che aveva stabilito che al Pm sarebbe precluso compiere anche gli atti urgenti. La Suprema corte ha sottolineato che la norma (articolo 371-bis del Codice penale) parla di sospensione del “procedimento” e non del “processo”, e ha ritenuto che il riferimento lessicale sia debole e utilizzato in modo generico e atecnico. La Corte ha quindi aperto la possibilità di compiere atti urgenti e non rinviabili, pur senza prevedere una deroga per gli atti urgenti a differenza del Codice di rito penale.

La Cassazione ha ritenuto che la norma non preveda una deroga per gli atti urgenti. La decisione ha suscitato soddisfazione nell’avvocato Stefano Giordano, che difende l’ex Pm Angioni. «La Sesta Sezione Penale della Cassazione ha annullato le sentenze di Tribunale di Marsala e Corte d’Appello di Palermo, accogliendo la tesi che la difesa sosteneva sin dal primo grado: il procedimento contro la dottoressa Angioni doveva essere sospeso ope legis. Il pubblico ministero ha esercitato l’azione penale quando non poteva, e i giudici di merito non se ne sono accorti. È un errore grave, che pesa ancor di più alla luce dell’accanimento processuale subito da un magistrato che aveva soltanto esercitato il proprio diritto di critica sulle indagini per la scomparsa di Denise Pipitone», ha commentato il legale.

Per l’ex Pm Maria Angioni resta in piedi un secondo processo per diffamazione nei confronti dell’ispettore di polizia Vincenzo Tumbiolo, che le era costato una condanna in primo grado a quattro mesi di reclusione. Una decisione annullata dalla Cassazione, che ha disposto la trasmissione degli atti al tribunale di Monza per competenza territoriale, dove è fissata una prima udienza per il 16 giugno 2026.