Alida Chelli, madre di Simone Annicchiarico: un legame speciale con Pippo Baudo e una carriera brillante

Alida Chelli, madre di Simone Annicchiarico, aveva un rapporto profondo con Pippo Baudo e una carriera ricca nel cinema e nel teatro.

Alida Chelli, madre di Simone Annicchiarico, era una donna di grande carisma e talento, notata per il suo legame con Pippo Baudo e la sua carriera nel cinema e nel teatro. Nata nel 1943, Alida Chelli, originariamente Alida Rustichelli, era figlia del compositore Carlo Rustichelli e aveva una formazione artistica radicata nel mondo della musica fin da giovane. Questo imprinting le permise di iniziare presto una carriera nel settore dello spettacolo, diventando protagonista di varietà, spettacoli televisivi e commedie musicali. Fu la prima a lanciare una canzone diventata famosa, “Sinnò me moro”, scritta dal padre per la colonna sonora del film “Un maledetto imbroglio” di Pietro Germi. Al cinema lavorò con grandi autori, tra cui Germi e anche Pier Paolo Pasolini, e fu protagonista di vari film del genere “musicarelli” e di tante commedie musicali.

Un legame forte con Pippo Baudo

Alida Chelli si sposò nel 1969 con Walter Chiari, attore e conduttore noto per il suo carattere e la sua capacità di conquistare donne famose. Il loro matrimonio, nato in Australia durante le riprese di un film, fu seguito da un rapporto intenso e spesso mediatico, caratterizzato da passioni, liti e tradimenti. Nonostante questo, il loro legame fu basato su un amore che li tenne uniti fino al 1981, anno della loro separazione. Dopo la fine del matrimonio, Alida Chelli si innamorò di nuovo, questa volta di Pippo Baudo, il celebre conduttore televisivo. Secondo molti osservatori, lei era la donna più amata da lui in tutta la sua vita.

Il rapporto tra Alida Chelli e Pippo Baudo fu profondo e duraturo. L’attrice, descritta come brillante, spiritosa e ironica, fu una figura importante nella vita del conduttore. Pippo Baudo, in un’intervista all’Ansa il giorno della morte di Alida Chelli, dichiarò: “l’ho amata tanto Alida e da lei sono stato tanto amato”. Il loro legame fu così forte che anche il figlio di Alida, Simone Annicchiarico, ha sempre ricordato come Pippo Baudo fosse un “secondo padre” per lui.

Simone Annicchiarico e il ricordo della madre

Simone Annicchiarico, figlio di Alida Chelli e Walter Chiari, ha raccontato come la madre fosse una figura fondamentale nella sua vita. “Mio padre è la persona che ho più cercato finchè è stato in vita, ma da quando non c’è più mi sono accorto che tra i due mi manca di più mia madre”, ha detto anni fa a Pino Strabioli. Simone ha ricordato come Alida fosse una donna molto forte, ma anche fragile, e come avesse un carattere difficile da vivere. “Era difficile andare d’accordo con lei perché era la persona più buona del mondo, ma aveva un carattere… Era una donna molto forte da un lato, fragilissima dall’altro, come sono state molte donne della sua generazione”, ha spiegato.

Alida Chelli, in casa, aveva 15 cani e molti altri animali, dimostrando il suo amore per gli animali. Simone ha anche ricordato come Pippo Baudo lo avesse aiutato a scegliere la strada giusta nella vita. Simone ha sempre ricordato come Pippo Baudo fosse un “secondo padre” per lui. “E’ stato un secondo padre per me”, ha detto. “Negli Anni Ottanta vedevo Pippo Baudo più di mio padre, Walter Chiari. Così come in quel periodo l’ho vissuto più io di Tiziana, sua figlia. Vivevamo insieme, lui lavorava tanto. Alla sera tornava distrutto e diventava la mia vittima. Lo prendevo a calci nel sedere, sì, ero l’unico che poteva prendere a calci Pippo Baudo! Da ragazzino ero un vulcano di idee, di scherzi, di stupidaggini e lui si divertiva come un pazzo, non vedeva l’ora che facessi una cavolata per riderci sopra”.

Un episodio particolare riguarda l’iscrizione di Simone al liceo scientifico, un errore che Pippo Baudo corresse: “Mi iscrissi al liceo scientifico perché ero innamorato di una ragazza, lui si arrabbiò: “Perché ti sei iscritto al liceo scientifico? Sono ca***te, la tua vita è l’arte” e lo iscrisse al liceo artistico. “Mi ha salvato la vita” concludeva il racconto Annicchiarico.