Dna di Ignoto 1 non era sugli slip di Yara Gambirasio: la difesa di Bossetti mette in discussione la prova regina

La difesa di Massimo Bossetti mette in discussione il Dna di Ignoto 1, ritenuto la prova regina dell’omicidio di Yara Gambirasio.

Dna di Ignoto 1 non era sugli slip di Yara Gambirasio: la difesa di Bossetti mette in discussione la prova regina
Dna di Ignoto 1 non era sugli slip di Yara Gambirasio: la difesa di Bossetti mette in…

La difesa di Massimo Bossetti, condannato per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha sollevato dubbi sulla validità della prova regina del processo, ovvero il Dna di “Ignoto 1” ritenuto collegato al caso. Secondo gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, il campione genetico attribuito al profilo “Ignoto 1” non era presente sugli slip della vittima, un elemento che potrebbe modificare radicalmente la ricostruzione degli eventi. La difesa ha analizzato le fotografie dei campioni di Dna analizzati durante l’inchiesta e ha scoperto un errore tecnico che potrebbe aver portato alla condanna dell’ex muratore.

Un errore tecnico che ha cambiato il corso del processo

La difesa ha sottolineato che il Dna di “Ignoto 1”, che ha portato alla condanna del 44enne, non era stato prelevato dagli slip di Yara Gambirasio. Questo risultato è emerso dopo che i legali hanno ottenuto, dopo 11 anni, le fotografie dei campioni analizzati. Secondo il consulente della difesa, Marzio Capra, il brandello di slip da cui è stata prelevata la traccia di Dna è stato fotografato oltre un’ora e mezza dopo il trattamento per l’estrazione del materiale genetico. Una procedura invasiva che, come spiegato, porta alla distruzione del reperto stesso. Questo errore ha reso impossibile l’identificazione corretta del campione.

La difesa ha anche sottolineato che il Dna di Ignoto 1 non deriva dalla traccia 31G-20, che è associata alla macchia di liquido seminale trovata sulle mutande della vittima. Gli avvocati hanno inoltre contestato altri elementi dell’accusa, come la compatibilità tra fibre di tessuto trovate sui leggins di Yara Gambirasio e filamenti sul furgone dell’ex muratore, e il ritrovamento di microsfere di metallo sia sugli indumenti della 13enne sia sul mezzo.

Indizi contestati e una ricostruzione in dubbio

La difesa ha ripercorso in un servizio dell’ultima puntata de Le Iene gli indizi che hanno portato all’incriminazione di Bossetti. Tra i principali elementi dell’accusa rientravano il passaggio della vittima dalla cella telefonica che un’ora prima era stata agganciata dal cellulare di Bossetti, ma che ricoprirebbe anche la casa dell’allora 44enne. Tuttavia, come ha riassunto la iena Luigi Pelazza, gli indizi non dimostrano necessariamente che Yara Gambirasio sia salita sul furgone di Bossetti, né che abbia avuto contatto con lui.

La difesa ha anche sottolineato che il muratore era nella zona in cui viveva il giorno del rapimento, ma non necessariamente in un’altra posizione. Questi elementi, contestati, potrebbero mettere in discussione la validità della condanna. La difesa ha inoltre sottolineato che il Dna di Ignoto 1 non è collegato alla traccia 31G-20.

Nella giornata di lunedì 5 ottobre, la difesa di Bossetti chiederà nuove analisi tecnico-scientifiche, in particolare tracce mai approfondite trovate sugli abiti della vittima. L’obiettivo è puntare all’eventuale revisione del processo, che potrebbe portare a un cambiamento nella sentenza. La difesa ha già ottenuto le fotografie dei campioni di Dna analizzati durante l’inchiesta e ha utilizzato queste immagini per mettere in discussione la validità della prova regina.