Due gemelli quattordicenni vittime di sevizie per quattro ore
Due gemelli quattordicenni seviziati per quattro ore a Conegliano, disagio giovanile e violenza in discussione

Due gemelli quattordicenni vittime di sevizie per quattro ore
Due gemelli quattordicenni sono stati seviziati per circa quattro ore da un gruppo di adolescenti a Conegliano, in provincia di Treviso. L’episodio, che ha suscitato preoccupazione e indignazione, ha riportato al centro il tema del disagio giovanile. I due ragazzi, entrambi italiani e incensurati, sono stati attirati con l’inganno in un campo di soia che appartiene alla famiglia di uno dei membri del branco. Lì sono stati accerchiati e sottoposti a violenze fisiche e psicologiche, tra minacce, insulti e umiliazioni.
La rapina e le accuse di violenza
Secondo le ricostruzioni, durante l’aggressione i due ragazzi sono stati rapinati di circa 15 euro e del telefono cellulare. Hanno anche dovuto spogliarsi e subire picchi e torture. In uno dei video consegnati ai carabinieri dai genitori delle vittime, si vede uno dei ragazzi, seminudo, mentre viene spinto sotto il getto di un impianto di irrigazione. I genitori hanno presentato denuncia il giorno successivo ai fatti, consegnando agli investigatori anche i filmati e le conversazioni circolate nelle chat.
La gravità dell’episodio ha messo in luce la necessità di un intervento collettivo per contrastare la violenza e il disagio giovanile. I due gemelli erano stati accusati di aver fatto la “spia” con il custode della chiesa in merito a una bravata avvenuta nei giorni precedenti, cosa che tra l’altro non era vera. L’aggressione sarebbe durata circa quattro ore. Il ragazzo vedendo la scena dalla sua macchina si sarebbe fermato e ha raggiunto il resto del gruppo, ma non avrebbe fatto nulla per cercare di mettere fine alle sevizie.
La famiglia ha espresso dolore e preoccupazione, con la madre che ha dichiarato di voler dedicare tutto il suo tempo ai figli. La famiglia delle vittime ha espresso dolore e preoccupazione, con la madre che ha dichiarato di voler dedicare tutto il suo tempo ai figli. Il sindaco di Conegliano, Fabio Chies, ha incontrato la famiglia e ha espresso solidarietà, sottolineando l’urgenza di interventi per prevenire episodi di violenza. «Questo non è una “ragazzata”, è un atto grave», ha detto. L’episodio ha suscitato un dibattito nazionale sul disagio giovanile e sul ruolo delle famiglie e delle istituzioni nell’educazione dei ragazzi.
L’incidente ha suscitato reazioni forti da parte della comunità locale e nazionale, con l’attenzione rivolta non solo ai responsabili, ma anche alle cause che hanno portato a un simile atto. I carabinieri stanno proseguendo le indagini, cercando di ricostruire la dinamica e individuare le persone coinvolte. La famiglia delle vittime, pur provata, ha deciso di rimanere nel territorio e di concentrarsi sui figli. La notizia ha avuto risonanza nazionale, con il sindaco che ha sottolineato l’importanza di un intervento collettivo. «Bisogna intervenire affinché episodi di questo tipo non accadano più», ha aggiunto. L’obiettivo è quello di creare un ambiente più sicuro e di supporto per i giovani.
